|
Centro Studi di Politica Internazionale Via d'Aracoeli, 11 - Roma
|
|||||||||||
Migraction
MIGRAZIONI E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, IL FUTURO DELL'ITALIA
Migrazioni e diritti umani alle frontiere dell'Europa
|
Il progetto Oggi più che mai la qualità della democrazia europea si misura ai confini del continente. Un’Europa impaurita dalla pressione migratoria alle sue frontiere tende a prevenire gli arrivi dei migranti indesiderati, decentrando i controlli. Gli stati situati alla periferia europea sono così investiti di compiti costosi e delicati in materia di controllo e contrasto alle migrazioni irregolari, di lotta ai trafficanti e di protezione nei confronti di richiedenti asilo e rifugiati. I contesti periferici tuttavia non sempre offrono adeguate garanzie di rispetto dei diritti umani fondamentali, soprattutto nel caso di soggetti deboli quali migranti e richiedenti asilo. La necessità di una maggiore efficacia nei controlli migratori rischia di tradursi in un ulteriore indebolimento dei diritti dei migranti. L’Unione europea riveste, da questo punto di vista, un ruolo ambiguo: da un lato considera i principi democratici e il rispetto dei diritti umani una componente centrale del dialogo con i paesi vicini, e una condizione per sviluppare rapporti di cooperazione più intensi con essi. Dall’altro lato, con la richiesta agli stessi paesi di agire da filtro dei flussi migratori, rischia di favorire politiche di controllo scarsamente democratiche. Migrazioni e diritti umani alle frontiere dell'Europa è una linea di ricerca del programma CeSPI MigraCtion che si propone di analizzare criticamente il nesso tra politiche migratorie e di controllo e qualità della democrazia e rispetto dei diritti umani in due aree geografiche particolarmente rilevanti e controverse, situate a ridosso della frontiera orientale e meridionale dell’Unione Europea. L’analisi si basa su un monitoraggio dell’evoluzione del quadro normativo e del dibattito politico e pubblico in materia di emigrazione, immigrazione, diritto d’asilo e traffico di esseri umani in queste due aree, con una particolare attenzione alla Romania e al Marocco. In questi due paesi sono state costituite due “antenne” che attraverso una costante collaborazione permetteranno di seguire gli sviluppi politici e normativi, informare sulla cronaca ed animare un dibattito transnazionale su quanto avviene in materia di migrazioni e diritti umani in queste due regioni chiave. Questa pagina web offre parte dei prodotti dell’attività di ricerca e i principali strumenti di sostegno all’analisi: un policy framework per ciascuno dei due paesi, aggiornamenti periodici sul dibattito, approfondimenti tematici e una rassegna ragionata di link e spunti bibliografici. Il sito si articola in due parti, focalizzate l’una sulla frontiera orientale, l’altra su quella mediterranea. Ognuna delle due parti ospita infine tre sottosezioni: analisi; notizie; siti utili e bibliografia. Nel tentativo di promuovere un dibattito transnazionale, il sito fa uso di tre lingue: l'italiano, l'inglese, usato prevalentemente per la frontiera orientale, e il francese per quella mediterranea.
|
|
La ricerca Diritti migranti si pone l’obiettivo di analizzare il nesso tra qualità della democrazia e politiche sulle migrazioni ai confini dell’Unione europea. La Romania, snodo particolarmente delicato delle rotte migratorie tra est e ovest, e importante bacino di emigrazione, come dimostrano le numerose comunità romene in diversi paesi dell’Unione, è stata scelta come un caso particolarmente emblematico. Le politiche in materia di migrazioni del paese trovano una quadro di riferimento obbligato nel processo di adesione all’Unione europea, che la Romania concluderà ufficialmente nel gennaio 2007. La necessità di garantire un controllo efficace a quelle che saranno le frontiere esterne dell’Unione europea, preparandosi ai rigidi criteri di Schengen, rischia di portare a una forzatura dei meccanismi democratici, in materia di politiche migratorie, e di compromettere ulteriormente i diritti di migranti di transito e richiedenti asilo. Il monitoraggio delle politiche in materia di migrazioni nel caso romeno può quindi mostrare se un maggiore controllo dei movimenti migratori si ponga in alternativa al rispetto dei diritti politici, civili e sociali alle frontiere dell’Unione. L’obiettivo critico della nostra analisi non è tanto la capacità di adattamento del sistema romeno agli standard europei, quanto i possibili effetti contraddittori della proiezione esterna delle politiche europee. Pur concentrandosi sulla Romania, l’analisi è rivolta agli sviluppi analoghi in Bulgaria, Ucraina e Moldavia. |
Il Marocco e gli altri paesi del Maghreb, tradizionali bacini di emigrazione in direzione dei paesi europei, si caratterizzano ora per costituire anche, e in misura crescente, una delle maggiori aree di transito delle migrazioni irregolari verso i paesi dell’Unione Europea Gli
sviluppi normativi e operativi nel campo delle politiche migratorie, nei
paesi del Maghreb, dimostrano l’urgenza e la rilevanza di questa nuova
situazione, e rivelano come l’Unione Europea investa in maniera
crescente sulla partecipazione di paesi come il Marocco, la Libia, la
Tunisia e l’Egitto nell’attuazione delle misure di controllo e
contrasto delle migrazioni irregolari. Questi
paesi devono rendere conto del proprio impegno su questo versante, se
vogliono mantenere aperti i canali di migrazione legale per i propri
cittadini e continuare a contare sull’aiuto economico dei paesi
dell’Unione. Al
contempo la gestione politica spesso miope e l’impatto mediatico delle
migrazioni generano una forte richiesta di dati e cifre, da offrire
all’opinione pubblica europea. Esiste quindi il rischio che per
valutare l’effettivo impegno e coinvolgimento dei paesi del Maghreb si
ricorra a indicatori esclusivamente quantitativi. Fra
le pieghe dei numeri rimangono in ombra le modalità ed i rischi
connessi all’outsourcing sistematico e non sufficientemente
monitorato dei controlli migratori a questi paesi. Il
sito “MigraCtion-Migrazioni e diritti umani” si propone di svolgere
un attento e indipendente monitoraggio sul terreno, offrendo spazio a
testimonianze e analisi in grado di raccontare e commentare l’impatto
e gli effetti reali della dislocazione alle porte meridionali
dell’Unione Europea delle operazioni di contrasto e lotta alle
migrazioni irregolari. |