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Asse di ricerca
Cooperazione internazionale, finanza per lo sviluppo e peacebuilding

 

La politica europea e italiana di cooperazione allo sviluppo attraversa profondi cambiamenti dalla seconda metà degli anni novanta. Un primo risultato è rappresentato dalla sottoscrizione di una comune agenda sul piano delle risorse e degli obiettivi da raggiungere.
Sul piano delle risorse, i paesi dell’Unione europea si sono impegnati a raggiungere l’obiettivo di destinare lo 0,7% della ricchezza prodotta a favore dell’Aiuto pubblico allo sviluppo entro il 2015, tramite l’obiettivo intermedio dello 0,56% entro il 2010. Sul piano del raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, è stata fissata una griglia di indicatori e una tempistica di riferimento, che servirà nei prossimi anni per valutare la reale efficacia delle politiche di cooperazione allo sviluppo e l’effettiva coerenza delle politiche.
L’importanza della fornitura dei beni pubblici globali (a cominciare dalla stabilità finanziaria, la sostenibilità ambientale, la pace) e la relativa agenda di priorità hanno aggiunto ulteriori responsabilità al terreno della cooperazione allo sviluppo. Infine, le nuove priorità della politica internazionale, con al centro l’agenda della sicurezza globale e la guerra al terrorismo, hanno spinto in questi ultimi anni a ripensare il ruolo della politica di cooperazione allo sviluppo, in uno scenario mondiale segnato da numerosi focolai di instabilità sociale e politica, persistente povertà, crescente militarizzazione e conflitti armati.
A conferma di tutto ciò, in questi ultimi cinque anni si è assistito a livello mondiale ad un incremento di risorse per la cooperazione allo sviluppo, con interventi, però, spesso indirizzati verso nuove priorità (sicurezza, contenimento delle crisi finanziarie, processi di pacificazione post-bellica e ricostruzione, interventi in casi di calamità naturali, lotta alle epidemie) in cui il carattere emergenziale e di pronto intervento tende a prevalere rispetto a prospettive di sviluppo di lungo periodo.
Per quanto riguarda l’Europa, sono in vista decisioni importanti - di tipo costituzionale, finanziario e commerciale - da prendere da qui al 2010, che s’intrecciano con la programmazione dell’assistenza esterna dell’UE 2007-2013 e con le soluzioni da dare ai problemi organizzativi e gestionali sul piano bilaterale e multilaterale della politica di cooperazione allo sviluppo.
In Italia, questi temi si associano ad una crisi di visione e d’indirizzo strategico della politica di cooperazione allo sviluppo, confinata in un ambito residuale delle relazioni internazionali. Emergono, tuttavia, alcune tendenze incoraggianti: alcuni segnali di ripresa dell’Aiuto pubblico allo sviluppo (APS), la sensibilità della società civile nei confronti dei grandi temi internazionali (pace, povertà, ambiente), l’attivismo delle Regioni e degli Enti locali in materia di cooperazione decentrata.
In questo contesto, il programma si focalizza su tre linee di attività. Indispensabile precisazione di fondo è che il CeSPI, da oltre dieci anni, è il principale think tank indipendente in Italia specializzato nell’analisi delle politiche di cooperazione allo sviluppo e partecipa attivamente sia alla stesura del Rapporto annuale sulla cooperazione allo sviluppo The Reality of Aid, sia alle attività di ricerca dell’EADI. La programmazione delle attività discende direttamente da questo patrimonio conoscitivo e relazionale.

A. Analisi della politica italiana ed europea di cooperazione allo sviluppo. Questo filone vuole offrire un’analisi indipendente delle politiche internazionali di cooperazione allo sviluppo e di riduzione della povertà. Particolare attenzione è dedicata all’analisi quantitativa e qualitativa dei flussi aggregati e dell’efficacia degli aiuti.

B. Scenari della finanza per lo sviluppo. L’obiettivo è approfondire lo studio delle interrelazioni dei diversi flussi finanziari internazionali (aiuti, rimesse dei migranti, flussi commerciali e finanziamenti bancari, debito estero, investimenti) e il loro impatto sui processi di sviluppo e la povertà nei PVS.

C. Aiuto umanitario, peacebuilding e ricostruzione. L’obiettivo di questo filone è approfondire la natura degli interventi umanitari e della ricostruzione post-conflitto attraverso l’analisi di casi. I focus individuati sono il binomio aiuto umanitario-sicurezza, il rapporto tra attori civili e militari, quello tra aiuto umanitario e sviluppo e quello tra azioni bilaterali e multilaterali.

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progetti  

OPERARE NELLE CRISI
Obiettivo: Monitoraggio di quattro aree di crisi: Afghanistan, Darfur, Libano e Somalia. Ciò avverrà seguendo due direttive:  
  • L’analisi e il monitoraggio politico delle crisi nei quattro scenari, ad opera di trenta esperti indipendenti di area e di settore,  riuniti nel Crisis Monitoring Group (CMG). Il gruppo ha lo scopo di monitorare l’evoluzione delle crisi; svolgere un’analisi in itinere delle iniziative ed azioni internazionali costituire, divenendo una sede di analisi sulle crisi complesse in cui è maggiormente impegnata l’Italia, direttamente e/o attraverso le organizzazioni internazionali. L’approccio scelto è caratterizzato dall’interdisciplinarità, dall’attenzione per l’indipendenza e da un lavoro di consultazione internazionale.
  • Il monitoraggio e la valutazione degli interventi umanitari e di sviluppo di alcuni organismi internazionali che operano in tali scenari, ad opera di un team di ricercatori CeSPI. Il monitoraggio della cooperazione internazionale, seguito da un gruppo di ricercatori affiancati da esperti settoriali, riguarderà un gruppo di organizzazioni internazionali - OIM, FAO, UNAMA, UNHCR, UNICEF, UNDP WB, WFP-. selezionate in funzione sia della loro presenza nelle aree sia dell’entità delle attività svolte nei processi di ricostruzione e riconciliazione nel post-conflitto per i casi selezionati

     
    RENDITA PETROLIFERA E POLITICHE DI RIDUZIONE DELLA POVERTA' NEI PAESI PRODUTTORI
    Obiettivo: L’obiettivo del progetto è di tracciare le modalità in cui i redditi petroliferi si trasformano (o meno) in welfare tramite le politiche sociali in un gruppo di paesi produttori di petrolio.
    I paesi contemplati dallo studio sono : Algeria, Angola, Iran, Nigeria, Norvegia e Venezuela. Inoltre, è stata preparata una nota sullo stato attuale della legislazione sugli idrocarburi in Iraq

     
    SVILUPPO LOCALE E CONSERVAZIONE DELLA NATURA NEL QUADRO DEL PROCESSO DI SOSTEGNO ALLA NEPAD WAP (RTB/W)
    Obiettivo: Fornire alle ONG impegnate nella realizzazione di progetti nelle aree periferiche del parco transfrontaliero (Benin, Burkina Faso e Niger) WAP strumenti conoscitivi e analitici relativi alle dinamiche povertà-ambiente-conflitti-cooperazione internazionale utili alla valutazione strategica degli interventi stessi
     
    RAPPORTO ANNUALE SULLA FINANZA INTERNAZIONALE E LO SVILUPPO IN AFRICA
    Obiettivo: fare una analisi dei flussi finanziari internazionali verso sei paesi africani, con enfasi sulla qualità delle fonti nazionali di dati e sui flussi sud-sud
     
    INTEGRAZIONE REGIONALE E NUOVA GEOGRAFIA ECONOMICA DELL'AMERICA DEL SUD
    Obiettivo: Effettuare un lavoro di analisi, sintesi e diffusione sul nuovo ciclo di integrazione sudamericano, con enfasi sulle opportunità di coinvolgimento per gli operatori italiani. Diffondere le attività della Corporación Andina de Fomento (CAF) in Italia
     

    COOPERAZIONE? SI' GRAZIE! Nuovi scenari dello sviluppo tra commercio e cooperazione
    Gli italiani e l’aiuto allo sviluppo I risultati delle principali indagini nazionali e internazionali
    Gli studenti italiani e l'aiuto allo sviluppo