documenti dell'Osservatorio di
Politica Internazionale
|
La collocazione e il ruolo internazionale dell’Italia hanno subito, negli ultimi anni, trasformazioni profonde, in parte per effetto di precise scelte politiche, in parte come conseguenza di cambiamenti del contesto politico ed economico internazionale. Da una parte, si è modificato il trend del processo di globalizzazione: il commercio estero, gli investimenti diretti esteri (nonché le migrazioni internazionali) hanno subito, in diversa misura, i contraccolpi della nuova agenda di sicurezza e della lotta al terrorismo. Dall’altra, si è consolidata la vocazione italiana a partecipare alla soluzione delle situazioni di crisi e a interventi nei processi di postconflitto. Su questa linea il CeSPI ha avviato una riflessione mirata a costruire un sistema di analisi e di valutazione dell’azione di peacebuilding dell’Italia.
Per quanto riguarda l’agenda economica, l’impatto di quelle trasformazioni ha avuto implicazioni significative non tanto sul livello dei flussi finanziari, quanto sulla loro direzione e composizione. È aumentato l’interesse a diversificare le aree geografiche partner delle relazioni economiche, in funzione della stabilità e credibilità delle istituzioni politiche, economiche e finanziarie. In questo contesto generale, la ricerca del CeSPI si è concentrata sulle politiche di internazionalizzazione dell’Italia, non solo e non tanto delle singole imprese (viste le dimensioni limitate del tessuto imprenditoriale italiano), ma dei sistemi territoriali. L’Italia è, infatti, tutt’altro che priva di risorse da spendere nel contesto internazionale: lo straordinario patrimonio rappresentato dalla dimensione locale (in termini sia economici che politico-istituzionali), la forte propensione alla solidarietà internazionale della società civile, la forza delle comunità italiane all’estero, sono tutti fattori che possono rappresentare, ancor più che in passato, risorse da valorizzare mediante un sistema di politica economica estera coerente.
Sul presupposto di questo nuovo equilibrio fra impegno nazionale/locale nell’economia e dimensione globale della competizione, si fondano nuovi approcci analitici volti ad approfondire la vocazione, i punti di forza e di debolezza, le opportunità e i rischi delle strategie e della strumentazione della politica per l’internazionalizzazione dei sistemi territoriali italiani.
L’internazionalizzazione dei sistemi produttivi (e non delle singole imprese), attraverso l’inserimento delle reti corte - distrettuali - all’interno delle reti lunghe - catene internazionali del valore - appare la risposta alla più generale domanda di ripensamento dell’economia italiana di fronte allo spettro del declino, che si rende visibile soprattutto sui mercati internazionali: in termini di effetti, con il declino delle esportazioni, e in termini di (possibili) cause, con la concorrenza dei produttori asiatici e in particolare cinesi.
In questa ottica le attività di ricerca del CeSPI mirano a contribuire ad un ripensamento della politica economica estera dell’Italia che, nel perseguire un riposizionamento
nello scenario economico mondiale, assuma un respiro strategico più ampio
rispetto alla mera considerazione del tradizionale profilo commerciale delle
imprese e, al tempo stesso, si raccordi sia con le politiche interne (quali
quelle legate all’innovazione e alla ricerca) mirate ad alimentare la
competitività del sistema, sia con il principio generale di sostenibilità.
Conseguentemente, enfasi particolare va al tema della governance (inteso
come ricerca di sinergie tra sistema della pubblica amministrazione, mondo
imprenditoriale, bancario e della finanza, rete dei servizi alle imprese e
dell’innovazione tecnologica) e all’approccio dei partenariati territoriali
internazionali (intesi come strategia per tradurre vocazioni, potenzialità e
capacità locali in alcuni spazi regionali d’interesse strategico).
|