Articolo di Anna Lisa Boni

Le città protagoniste in un'Europa in cambiamento

Anna Lisa Boni, segretaria generale di Eurocities,  interviene nella riflessione sul futuro dell'Ue.

Ringrazio Marco Piantini per il suo articolo. Per chi ancora crede nel progetto europeo, le domande che pone sono molto appropriate per il momento storico che stiamo vivendo. Alcune in particolare mi hanno permesso di sollevare in questo testo alcuni spunti di riflessione legati al ruolo delle città, tema che mi sta molto a cuore.

L’agenda urbana come sperimentazione istituzionale

L’Europa sta attraversando una fase di grandi cambiamenti e il ruolo che l’Unione Europea potrà giocare a livello globale dipenderà da come riuscirà a costruire sin da ora un vero partenariato con le sue città. Le città sono all’avanguardia nel campo dell’innovazione, inclusione sociale e democrazia. I cambiamenti sociali, dalla rivoluzione digitale al cambiamento climatico, dall’economia alla politica, toccano e si amplificano nelle città ed è a questo livello che si trovano le soluzioni più efficaci per i cittadini.

Ad alcuni mesi dalle elezioni del Parlamento Europeo, l’Ue è impegnata su diversi fronti dalla Brexit ai risultati incerti di alcune elezioni nazionali, dalla mancanza di fiducia nelle istituzioni politiche a tutti i livelli, all’Euroscetticismo. In questo contesto, che peraltro le tocca e le riguarda da vicino, le città contribuiscono a dare nuova fiducia nella democrazia europea e a dimostrare che l’Europa può svolgere un ruolo di primo piano a livello globale. E come lo fanno? Soprattutto ristabilendo quel nesso cruciale con i cittadini e pertanto creando le giuste condizioni affinché le decisioni prese a livello nazionale ed europeo vadano davvero a beneficio dei cittadini. Dando un maggiore potere di parola a coloro che attuano tali decisioni a livello locale, l’Ue può ottenere risultati proprio laddove questi contano per la gente. Sono convinta che attraverso un migliore riconoscimento del ruolo e leadership delle città il progetto di Unione fondato sui valori con i quali era stato pensato dai padri fondatori potrà risorgere e tornare a vibrare.

Sebbene ancora in una fase iniziale di sperimentazione istituzionale, l’agenda urbana per l’Ue, avviata nel maggio 2016 con il patto di Amsterdam, è sicuramente un buon punto di partenza per riconoscere il contributo delle città. L’agenda urbana riconosce per la prima volta il valore aggiunto del portare allo stesso tavolo città, Stati membri e Commissione Europea per discutere di ciò che conta per le aree urbane e chi ci vive - oggi il 70% della nostra popolazione. Questo, per l’Ue, è sicuramente un modo innovativo di lavorare “con” e “sulle” città, ed anche un’esperienza formativa per tutti i partner al tavolo. Per questo è necessario riconoscerne il suo carattere ancora sperimentale e al tempo stesso vederla come un'occasione a forte potenziale di lavoro condiviso verso un'Europa più vicina ai cittadini. Questo metodo collaborativo e innovativo per lavorare su politiche a tutti i livelli di governance dovrebbe infatti permettere di adottare migliori politiche e soluzioni in grado di definire la visione dell’UE e il suo posto sulla scena globale.

Il “savoir faire” delle città in materia di collaborazione

Rimanendo sul tema dell’innovazione istituzionale, è interessante andare a vedere come l’esperienza delle città nel fare cooperazione, a tutti i livelli, può rappresentare una carta in più per l’Unione europea.

Le amministrazioni cittadine svolgono da sempre un ruolo di messa in rete e facilitazione all’interno della loro area urbana e metropolitana di competenza. Connettendo cittadini, imprese e istituzioni, aiutano a stimolare la cooperazione, forniscono informazioni e permettono la sperimentazione. Le città connettono anche gli investimenti messi a disposizione dall’Ue con i bisogni locali e svolgono un ruolo centrale nell’attuazione degli obiettivi delle politiche europee. Ed infine cooperano fra di loro attraverso l’Europa e il mondo.

Condividere piuttosto che competere è lo spirito alla base dell’azione delle reti di città come EUROCITIES. Oltre 140 città metropolitane europee collaborano sia a livello politico che tecnico su un vasto raggio di tematiche. I metodi di lavoro dell’associazione, ormai collaudati, agiscono come moltiplicatori per i dibattiti e le soluzioni legate all’agenda urbana e altre iniziative, permettendo all’insieme degli associati contribuirvi e beneficiarvene.

Attraverso la partecipazione a progetti di sperimentazione e dimostrazione viene favorito il trasferimento di soluzioni sperimentate in alcune città attraverso l’Europa. Le città rappresentano infatti il livello ottimale per testare soluzioni innovative che portano benefici a cittadini, imprese e a tutto l’ecosistema urbano. Queste soluzioni spesso sono attuabili in diversi contesti e possono essere replicate non solo a livello locale, ma anche nazionale ed europeo, contribuendo a riflessioni e processi decisionali più ampi.

I benefici della co-creazione locale

Le sfide urbane ed europee sono strettamente connesse. Se l’Unione vuole giocare un ruolo di primo piano a livello globale su questioni quali cambiamento climatico, pari opportunità, qualità della vita e alti standard nei servizi pubblici, allora deve ascoltare e lavorare di più con i suoi cittadini.

Ad un anno dalle elezioni del Parlamento Europeo, la campagna di EUROCITIES “Cities4Europe – Europe for citizens” fa lavorare i cittadini assieme ai governi locali per esplorare nuovi metodi di inclusione dei cittadini nella presa di decisioni. All’inizio del mese di maggio, in collaborazione con EUROCITIES, oltre 90 città europee hanno organizzato degli eventi basati sul coinvolgimento dei cittadini nel governo della città, presentando idee innovative per nuove forme di democrazia partecipativa e per tracciare insieme il percorso verso un futuro migliore.

Alcune città hanno già sviluppato dei progetti innovativi, per esempio:

  • I bilanci partecipativi, come a Parigi, affinché i cittadini possano proporre e decidere direttamente come investire parte del bilancio della città;
  • Piattaforme digitali per la democrazia diretta, come a Madrid o ad Atene, affinché i cittadini possano proporre e decidere sulle questioni ritenute più importanti per il governo della città;
  • Policy crowdsourcing (creazione collettiva di politiche), come a Reykjavik, affinché i cittadini possano contribuire direttamente alle discussioni sulle politiche.

Unendo le potenzialità delle piattaforme digitali a quelle delle forme più tradizionali di interazione, la democrazia partecipativa offre gli strumenti affinché i cittadini siano più consapevoli e responsabili; favorisce inoltre lo sviluppo di soluzioni nate all’interno della comunità locale stessa, incoraggiando la coesione sociale e lo scambio.

EUROCITIES vuole difendere questa visione e portare queste ed altre idee al tavolo dei leader europei. Lo faremo al prossimo Summit dei Sindaci di EUROCITIES che si terrà in concomitanza con il Consiglio Europeo il 21 marzo 2019.

Il futuro globale inizia dal locale

Le aspirazioni globali dell’Unione Europea fanno riferimento ai valori europei. E’ pertanto importante rafforzare la nostra democrazia e quei valori fondanti per assicurarci che l’Europa rimanga un leader globale nella vita politica, sociale ed economica del XXI secolo. L’Europa è il continente più urbanizzato del pianeta, le città possono e vogliono ispirare il cambiamento.