Social perceptions towards Arab investments in Türkiye

Turkey has implemented many structural reforms in the past decades to allow an easier influx of foreign capital to the country. As a result of these efforts, foreign investments, particularly from Arabic countries, have increased significantly. However, increasing housing prices, economic crisis and the refugee problem are leading to a popular discontent about foreign investments in Turkish society.

Le elezioni anticipate ed il candidato congiunto dell’Alleanza della Nazione per lanciare la sfida a Erdoğan

Nasce Radar Turchia: elezioni 2023, il bollettino dell’Osservatorio Turchia del CeSPI che accompagnerà i lettori verso le elezioni turche del 2023.

Una ricognizione della stampa turca, quotidiani e riviste di testate nazionali ed internazionali. Uno sguardo sul campo, sulla politica turca interna, internazionale e medio orientale, che segue con particolare attenzione il ruolo dei principali partiti di opposizione (HDP, CHP, İYİ Parti).

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Contributing to the achievement of OSS 10, Promoting and Strengthening the Social, Economic and Political Inclusion of Migrants, Returnees and Persons at Risk of Unsafe Migration in the East Hararge and Dire Dawa Areas, Ethiopia AID 012590/07/6

Quanto contano ancora Parigi e Berlino?

La guerra in Ucraina ha conseguenze geopolitiche impensabili fino a qualche anno fa. Il tradizionale asse Parigi/Berlino si è fortemente indebolito. Il baricentro del Vecchio Continente si è spostato ad Est. I Paesi Baltici e la Polonia hanno dato una spinta formidabile all’allargamento della Nato, portando avanti paradossalmente un progetto che la Russia di Putin si proponeva di contenere con l’attacco a Kiev. Lo ha ammesso tempo fa anche il cancelliere Olaf Scholz, quando ha detto che "Il centro dell'Europa si sta spostando verso est".

Il sorprendente Sig. Biden

È appena iniziato il secondo e finale biennio di questo mandato per Joe Biden, 46mo. Presidente degli Stati Uniti d’America. Nato nel novembre del ’42, è in politica dagli anni ’70, e sa come muoversi nelle istituzioni della democrazia americana (confondendo di tanto in tanto coloro che vedono in lui solo un bonario nonnino, con qualche propensione a delle innocenti gaffes). In questi tempi divisi, il suo tasso di approvazione resta intorno ai 6 punti al di sotto della media.

Turchia, futuro Hub energetico mondiale?

La transizione energetica, ora sinonimo di de-russificazione fossile, e le iniziative diplomatiche del suo presidente, pongono la Turchia al centro dell’equilibrio mondiale. Le manovre energetiche di Erdoğan sembrano infatti accrescere il peso geopolitico di Ankara, approfittando della congiuntura favorevole che la realtà attuale offre. L’Unione europea e gli altri attori internazionali hanno quindi l’obbligo di guardare al percorso di crescita turco con attenzione, pena il passaggio da una dipendenza energetica all’altra.