Il nuovo anno dell’Europa

Come nel venditore di Almanacchi di Leopardi, ognuno si augura che il prossimo anno sia migliore. Ma, come il poeta di Recanati, nel nostro cuore temiamo che non sia così. Al di là dei sentimenti, la politica internazionale non regala segnali positivi. L’anno dell’Europa, nonostante la relativa compattezza politica nei confronti dell’Ucraina (pur con diverse eccezioni) si è concluso nel peggiore dei modi sul piano morale per gli effetti devastanti del Qatargate sulla credibilità delle istituzioni comunitarie.

Turchia verso le elezioni: la ripercussione delle proteste in Iran sulle agende politiche dei partiti turchi

Il prossimo appuntamento elettorale in Turchia risveglia l’attenzione dell’opposizione su due piani diversi: quello della mobilitazione di piazza, in senso movimentista (HDP e femministe, di stampo internazionalista) e quello istituzionale e legislativo (CHP e giovani, di stampo nazionalista).

Ripassiamo la storia europea per costruire la pace

La crisi ucraina è lo sbocco dell’aggressione politica e poi militare messa in atto dalla Russia, cominciata con l’annessione della Crimea. Questa è la narrazione prevalente che ha convinto Stati Uniti ed Europa a offrire un sostegno incondizionato all’Ucraina. Ma la narrazione prevalente non dovrebbe escludere un’osservazione più esaustiva delle concause della guerra, a partire da fatti che hanno segnato la storia dell’Europa e della Russia dopo la caduta del Muro di Berlino.

Mid Term

Dopo il danno, la beffa. Il voto dell’8 novembre ha ringalluzzito Biden, e scosso la fama di invincibilità di Trump in seno al partito Repubblicano. Il diffuso tabloid “NY Post” è uscito con la prima pagina interamente dedicata a una sparatoria in periferia, e solo a piè di pagina porta il titolo “Cittadino della Florida fa un annuncio” - e rimanda alla pagina 26 del giornale per la cronaca della dichiarazione di Trump, il giorno prima, a conferma della sua intenzione di presentarsi alle elezioni presidenziali del 2024.