Taccuino latinoamericano n. 34

28 Gennaio 2026
Federico Nastasi

Il numero 34 del Taccuino Latinoamericano si apre con il dossier UE–Mercosur, tornato in una fase di stallo dopo la decisione del Parlamento europeo di chiedere un parere alla Corte di giustizia dell’UE sulla base giuridica dell’accordo. La richiesta rinvia il voto di merito e riapre l’incertezza sull’iter di ratifica, con il rischio di un blocco prolungato. Resta sullo sfondo l’ipotesi di un’applicazione provvisoria dell’accordo, senza attendere il verdetto della Corte, ma le tensioni tra Parlamento e Commissione rendono questa opzione poco probabile. Dal lato sudamericano si tenta intanto di mantenere alta la pressione politica, anche attraverso un voto del Congresso brasiliano.

Sempre sul piano internazionale, il numero dedica un ampio focus alla successione di António Guterres. La selezione del prossimo Segretario generale dell’ONU, in carica dal 2027, si intreccia con la prassi della rotazione geografica verso America Latina e Caraibi e con la spinta per una prima leadership femminile. Il Taccuino ricostruisce i profili più accreditati nella regione e sottolinea il ruolo decisivo del Consiglio di Sicurezza, con particolare attenzione all’orientamento dell’amministrazione Trump e alle possibili ricadute sull’agenda multilaterale.

Sul fronte della politica interna regionale, l’attenzione si concentra sull’America Centrale, seguendo due traiettorie divergenti. In Honduras si insedia il nuovo presidente conservatore Nasry Asfura, in un clima di transizione segnato da polemiche e da una rapida ridefinizione del posizionamento geopolitico, con priorità ai rapporti con Washington e segnali identitari in politica estera. In Guatemala, al contrario, esplode una grave crisi securitaria: ammutinamenti nelle carceri e l’uccisione di nove poliziotti portano alla proclamazione dello stato d’assedio, interpretato da molti osservatori più come una mossa politica per indebolire il governo Arévalo che come una risposta emergenziale alla protesta dei detenuti.

Intanto si avvicinano le elezioni presidenziali in Costa Rica, previste per il 1° febbraio. In testa ai sondaggi figura Laura Fernández, sostenuta dal presidente uscente Rodrigo Chaves, mentre la sicurezza domina il dibattito pubblico e prende piede lo slogan “fare come Bukele”. In questo contesto si inserisce la visita del presidente salvadoregno, giunto nel Paese per inaugurare un carcere di massima sicurezza. In Cile, infine, prende forma il governo di José Antonio Kast: prevalgono profili tecnici e indipendenti, con una gestione fortemente centralizzata delle nomine e tensioni all’interno della stessa area conservatrice. Le scelte su sicurezza ed esteri, insieme ad alcune figure controverse, vengono lette come segnali di un’impostazione pro-mercato e identitaria, ma sollevano interrogativi sulla tenuta politica e sulla governabilità.

La sezione economica torna sul Venezuela e sulla riorganizzazione dei flussi petroliferi attorno a un fondo con sede in Qatar, amministrato dagli Stati Uniti. Da un lato, Caracas modifica la legge sugli idrocarburi per rendere più attrattivi gli investimenti; dall’altro, utilizza una prima tranche di risorse per aumentare l’offerta di dollari e stabilizzare il mercato dei cambi. Resta centrale il nodo della governance del fondo, tra discrezionalità, trasparenza e criteri di utilizzo delle risorse.

Infine, nella sezione Italia–America Latina e Caraibi, il Taccuino si sofferma sull’avvio dell’acquisizione, da parte dell’Esercito brasiliano, del sistema italiano di difesa aerea di Leonardo, nel quadro di una cooperazione bilaterale più ampia e del crescente dinamismo dell’export italiano nel settore della difesa.