Taccuino latinoamericano n. 32

18 Dicembre 2025
Federico Nastasi

Il numero 32 del Taccuino Latinoamericano si apre con un focus sulla strategia USA la regione, dopo la pubblicazione della National Security Strategy 202. IL documento riprende la Dottrina Monroe e vi aggiunge un “Trump Corollary”: più presenza militare, condizionamento politico ai governi della regione e una diplomazia economica che usa anche dazi e reciprocità per promuovere interessi statunitensi. In questo quadro, il Venezuela diventa il banco di prova: la pressione cresce sia sul piano militare sia su quello economico, con il sequestro nei Caraibi della petroliera Skipper e l’intensificazione del “bastone e carota” verso Maduro; sullo sfondo, la riapparizione internazionale di María Corina Machado, Nobel per la Pace 2025, arrivata a Oslo dopo un viaggio avventuroso.  

Sul versante euro-latinoamericano, il numero segue il dossier UE–Mercosur alla vigilia del vertice di Foz do Iguaçu: le dichiarazioni di Giorgia Meloni (“troppo presto” per siglare) spingono verso l'ennesimo rinvio, richiesto anche Francia e Polonia, nel contesto di una partita che richiede maggioranza qualificata e in cui le misure “compensative” per l’agricoltura rischiano di riaprire una trattativa già logorata.

Nella politica interna, argomento principale è il Cile: José Antonio Kast vince le presidenziali con un margine ampio (58%), chiudendo simbolicamente il ciclo apertosi con il estallido del 2019 e ponendo la destra cilena davanti alla sfida di governare senza maggioranza parlamentare. Segue la Bolivia, con l’avvio della fase post-MAS, con la detenzione preventiva di Luis Arce, la svolta del governo tra austerità, finanziamenti multilaterali e apertura regolata alle criptovalute; in Honduras il “conteggio infinito”, a quasi tre settimane dalle presidenziali, non si conosce ancora il vincitore.

La sezione economica: in Brasile la Banca Centrale mantiene i tassi al 15% mentre Lula spinge una riforma fiscale in senso progressivo, evidenziando una tensione tra restrizione monetaria e impulso redistributivo in vista del 2026. Sul commercio, il numero sintetizza le stime CEPAL: export regionale 2025 in crescita (trainato da metalli e agroindustria) e, soprattutto, la grande incertezza legata alla politica commerciale USA e al rinnovo del T-MEC/USMC A (revisione entro luglio 2026). 

Infine, nella sezione Italia–America Latina e Caraibi, il numero segue il XXI Foro di Dialogo Italia-Spagna a Roma, con America Latina come terreno di convergenza e competizione geopolitica tra i due paesi euromediterranei.  Una menzione per l’attivismo della Farnesina tra missioni in America Centrale e interlocuzione con il Paraguay in vista di un business forum.