La prima sezione si basa anzitutto sui dati e sulle informazioni contenute in tre rapporti di organizzazioni internazionali pubblicati a maggio e giugno del 2026 e ricostruisce il quadro globale della mobilità umana attuale. Le migrazioni internazionali continuano a crescere in termini assoluti: alla metà del 2024 i migranti internazionali erano circa 304 milioni, pari al 3,7% della popolazione mondiale. Il dato ridimensiona l’idea di un mondo in movimento incontrollato: la quota sulla popolazione mondiale resta relativamente stabile e la migrazione irregolare rappresenta una frazione minoritaria, sebbene ad alto rischio, della mobilità complessiva. Sul versante dello sfollamento forzato, alla fine del 2025 si registravano 117,8 milioni di persone sfollate, in calo rispetto al 2024.

La seconda sezione aggiorna la Middle East Situation, innescata dall’escalation delle ostilità in Iran e Libano dal 28 febbraio 2026. L’analisi considera la regione come una crisi cross-regionale, non come un singolo teatro: gli effetti si propagano attraverso ritorni verso la Siria, ritorni e deportazioni verso l’Afghanistan da Iran e Pakistan, e pressioni indirette su Giordania, Egitto, Iraq e Turchia.

La terza sezione riguarda l’osservatorio nazionale sulla Libia, utilizzando come base principale i dati Displacement Tracking Matrix (DTM) dell’OIM aggiornati al 2026, integrati da fonti UNHCR, OHCHR, UNSMIL, OCHA e monitoraggi indipendenti. La Libia è descritta come Paese di destinazione per una domanda persistente di lavoro, Paese di transito lungo la rotta del Mediterraneo centrale, contesto di ritorno volontario assistito e spazio di rientro per parte degli sfollati interni libici

In sintesi, il Focus invita a leggere le migrazioni come questione di politica estera integrata: sicurezza e controllo delle frontiere sono inseparabili da protezione, sviluppo, lavoro, clima, dati affidabili e responsabilità condivise.

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