Donne, Intelligenza Artificiale e pace: dall’Agenda WPS all’esperienza delle donne iraniane

Darya Majidi
Presidente UN Women Italy

L’Agenda Donne, Pace e Sicurezza (WPS, Women, Peace and Security), avviata con la Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, costituisce una cornice centrale per promuovere la partecipazione delle donne nei processi di prevenzione dei conflitti, costruzione della pace e sicurezza internazionale. A oltre vent’anni dalla sua adozione, l’Agenda ha prodotto avanzamenti significativi sul piano normativo e politico, ma la sua piena attuazione rimane disomogenea, soprattutto nei contesti caratterizzati da conflitti, autoritarismo e forti asimmetrie di potere.

Le trasformazioni tecnologiche in corso e in particolare lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (AI), pongono nuove sfide e opportunità per l’Agenda WPS. La dimensione digitale è oggi parte integrante delle dinamiche di sicurezza e dei conflitti contemporanei. Integrare in modo sistematico il tema delle tecnologie nell’Agenda WPS, investendo nell’empowerment tecnologico delle donne è quindi ormai una necessità.

Tecnologie e partecipazione femminile

Le tecnologie digitali possono rafforzare i pilastri dell’Agenda WPS, ampliando le possibilità di coinvolgimento e partecipazione delle donne nei processi decisionali e nei meccanismi di prevenzione dei conflitti. L’accesso alle competenze digitali consente alle donne di creare reti, condividere informazioni, documentare violazioni dei diritti umani e contribuire alla resilienza delle comunità.

Al contrario, il persistente divario digitale di genere rischia di generare nuove forme di esclusione strutturale. La limitata presenza delle donne nei settori tecnologici e nei luoghi in cui si definiscono le regole dell’innovazione, ha infatti un impatto diretto sulla qualità della pace e sulla sicurezza, riducendo la pluralità di prospettive necessarie per affrontare crisi complesse.

Nel mio impegno come Presidente di UN Women Italy, ed esperta di tecnologie digitali e di AI, considero prioritario promuovere un’integrazione consapevole della dimensione tecnologica nell’Agenda WPS, valorizzandone il potenziale di empowerment e affrontandone al contempo i rischi.

Intelligenza Artificiale: tra prevenzione e controllo

L’AI rappresenta oggi una delle tecnologie più rilevanti per le politiche di pace e sicurezza. Utilizzata in modo responsabile ed etico, può contribuire alla prevenzione dei conflitti attraverso l’analisi di dati complessi, il monitoraggio delle violazioni dei diritti umani e il supporto ai processi decisionali. Strumenti basati sull’AI possono inoltre facilitare l’accesso all’informazione e alla formazione, anche in contesti fragili.

Purtroppo, l’AI può essere impiegata anche come strumento di sorveglianza e repressione. Tecnologie di riconoscimento facciale, analisi dei dati biometrici e manipolazione algoritmica delle informazioni pongono rischi significativi per i diritti fondamentali, in particolare per le donne attive nello spazio pubblico e digitale. In assenza di adeguate garanzie, l’Intelligenza Artificiale può amplificare disuguaglianze esistenti e rafforzare pratiche autoritarie.

Integrare una prospettiva di genere e di diritti umani nella governance dell’AI è dunque essenziale per il futuro dell’Agenda WPS. Le donne devono essere coinvolte come attrici centrali nei processi di progettazione, regolazione e utilizzo delle tecnologie emergenti.

Il caso iraniano: tecnologia come spazio di agency

L’esperienza delle giovani donne iraniane offre un esempio concreto di come le tecnologie possano diventare strumenti di partecipazione, denuncia e resilienza in contesti repressivi. Attraverso l’uso dei mezzi digitali, molte giovanissime donne iraniane negli anni hanno documentato violazioni dei diritti umani, diffuso informazioni e costruito reti di solidarietà oltre i confini nazionali.

Da iraniana, considero questa esperienza particolarmente significativa. Le giovani donne in Iran non stanno solo rivendicando diritti individuali, ma stanno contribuendo a una visione di pace fondata su dignità, inclusione e giustizia. Le forme di partecipazione digitale che hanno sviluppato rappresentano una declinazione contemporanea del pilastro della partecipazione dell’Agenda WPS, capace di incidere anche in assenza di spazi politici formali.

Conclusioni

Per rendere l’Agenda Donne, Pace e Sicurezza adeguata alle sfide attuali, è necessario integrare in modo strutturale la dimensione tecnologica nelle politiche pubbliche, nei Piani d’Azione Nazionali e nei programmi di cooperazione internazionale. Investire in competenze digitali femminili, garantire la sicurezza delle donne negli spazi online e assicurare una partecipazione femminile significativa nella governance dell’Intelligenza Artificiale sono condizioni essenziali per una pace sostenibile. La pace del futuro si costruirà anche nei luoghi dell’innovazione. Garantire che le donne ne siano protagoniste non è solo una questione di equità, ma una componente imprescindibile della sicurezza e della stabilità globale.