Respingimenti e politiche migratorie in India: il caso dei Rohingya e le sue implicazioni geopolitiche

Nel maggio 2025 i media hanno raccolto le testimonianze di membri della comunità Rohingya, originaria del Myanmar, su espulsioni e deportazioni attuate dall’India, secondo politiche di respingimento poco trasparenti. Sul caso il governo indiano non si è pronunciato, mentre la Corte Suprema mantiene in sospeso la questione da diversi mesi. Dall’analisi delle leggi indiane sull’immigrazione messe in relazione al diritto internazionale e lo studio dei progetti strategici tra India e Myanmar, con le loro implicazioni geopolitiche, emerge un quadro di scarsa chiarezza, oltre al sentimento anti-musulmano presente sia nel subcontinente indiano che nella ex Birmania. I Rohingya faticano a trovare accoglienza in India, dove sono considerati “immigrati illegali”. La securitizzazione dell’agenda migratoria ha conseguenze sulla dignità della comunità Rohingya e contribuisce al mantenimento della loro precarietà giuridica. L’esito della tensione tra sicurezza, identità indiana e ambizioni geopolitiche con gli standard dei diritti umani determinerà il futuro del popolo Rohingya e la credibilità dell’India come potenza democratica su scala regionale e internazionale.