Taccuino latinoamericano n. 45

24 Luglio 2026
Federico Nastasi

Il numero 45 del Taccuino Latinoamericano si apre con il Venezuela, dove ad agosto dovrebbero iniziare i negoziati per la transizione democratica, con il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti e di una parte dell’opposizione, ma senza María Corina Machado. Il processo prende forma in un Paese ancora segnato dalle conseguenze dei terremoti e da una situazione politica ed economica profondamente instabile. Sul piano regionale, l’Unione europea ha inoltre concesso a cinque Stati dei Caraibi orientali due anni per abolire i programmi di cittadinanza in cambio di investimenti, pena la sospensione dell’accesso senza visto all’area Schengen.

La sezione politica è dedicata al Brasile, a dieci settimane dalle elezioni presidenziali. I 158,7 milioni di elettori chiamati alle urne compongono un corpo elettorale sempre più anziano, femminile e caratterizzato dalla crescita del voto all’estero. Secondo gli ultimi sondaggi, Luiz Inácio Lula da Silva è in vantaggio su Flávio Bolsonaro sia al primo turno sia in un eventuale ballottaggio.

Nella sezione economica, l’aumento del prezzo del petrolio apre prospettive favorevoli per Argentina, Brasile e Guyana, tra i principali protagonisti dell’espansione della produzione mondiale al di fuori dell’OPEC. Il rafforzamento dei Paesi esportatori riapre tuttavia il nodo del rapporto tra crescita economica, sfruttamento delle risorse fossili e transizione energetica.

Chiude il numero il Foro Libertas del Partito Popolare Europeo, svoltosi a Madrid, dove il ministro Antonio Tajani ha definito l’America Latina una «priorità strategica» per l’Italia e ha indicato l’accordo tra Unione europea e Mercosur come uno dei pilastri delle relazioni tra le due regioni.