Taccuino latinoamericano n. 44
Il numero 44 del Taccuino Latinoamericano si apre con il devastante terremoto che ha colpito il Venezuela. Al 5 luglio, il bilancio provvisorio registra oltre 3.300 vittime e più di 16.000 feriti, mentre è in corso una vasta mobilitazione internazionale. Nazioni Unite, Stati Uniti, Cina, Paesi latinoamericani ed europei hanno inviato aiuti umanitari, ma la tragedia ha anche messo in luce la fragilità dello Stato venezuelano, trasformando l’emergenza in un nuovo terreno di competizione geopolitica.
Sul fronte politico, il focus è sulla vittoria di Keiko Fujimori in Perù. Dopo tre sconfitte, la leader di Fuerza Popular arriva alla presidenza con un margine inferiore a 50.000 voti e si insedierà il 28 luglio. Decisivo il contributo del voto estero. Il risultato conferma un Paese profondamente diviso e apre una fase complessa, tra promessa di mano dura, crisi istituzionale e rapporto strategico con la Cina.
Nella sezione economica, il numero analizza la decisione degli Stati Uniti di non rinnovare nella forma attuale il T-MEC/USMCA. L’accordo non viene cancellato, ma entra in una fase di revisioni annuali che aumenta l’incertezza per Messico e Canada. Per l’amministrazione Trump, il trattato diventa una leva negoziale su migrazione, narcotraffico, dazi, Cina e regole d’origine.
Chiude il numero la visita in Italia di attivisti nicaraguensi per i diritti umani, esuli in Costa Rica. L’iniziativa si inserisce nella nuova pressione internazionale contro il regime Ortega-Murillo, dopo le risoluzioni del Parlamento europeo e dell’OSA, e richiama il caso di Brooklyn Rivera, leader indigeno miskitu morto sotto la custodia dello Stato nicaraguense.