Nord Africa e Medio Oriente al centro della competizione globale: sicurezza, investimenti e presenza cinese
Nord Africa e Medio Oriente (Middle East and North Africa, MENA) si configurano oggi come uno spazio strategico centrale nella competizione tra grandi potenze, in cui si intrecciano dinamiche geoeconomiche, transizioni energetiche e fragilità securitarie. Negli ultimi quindici anni, la Cina è divenuta il principale partner commerciale per numerosi Paesi della regione e un attore rilevante negli investimenti infrastrutturali, energetici e digitali. Pechino opera accanto a Stati Uniti e Unione Europea in un contesto caratterizzato da una crescente multipolarità.
L’allargamento del gruppo BRICS per includere Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Egitto e Iran rafforza l’intreccio tra potenze emergenti e Stati MENA, con implicazioni di lungo periodo sul sistema monetario e sulle coalizioni in consessi multilaterali. Ad oggi però, tali effetti sono più potenziali che già materializzati.
Gli Stati Uniti appaiono mantenere il ruolo di principale attore esterno nella regione sul piano militare e securitario. Washington continua a mantenere basi militari, accordi di difesa e un ruolo dominante nella fornitura di armamenti avanzati, in particolare a Israele, Arabia Saudita, Emirati e Qatar.
Altri attori, come Russia, Turchia, India e potenze regionali (Arabia Saudita, Iran, Israele, Emirati), contribuiscono a rendere la competizione nella regione MENA multipolare. La Russia, pur economicamente meno rilevante della Cina, mantiene un ruolo militare centrale in teatri come Siria e Libia; l’India emerge come partner economico alternativo, mentre la Turchia combina presenza militare e proiezione economica, soprattutto in Nord Africa e nel Levante.
Per l’Italia e per l’Unione Europea, questo quadro rappresenta sia un rischio che un’opportunità: il rischio di essere marginalizzati da dinamiche securitarie decise altrove; l’opportunità di affermare un ruolo di mediazione e di stabilizzazione coerente con la storia e la postura diplomatica europea. Per i decisori italiani ed europei, il quadro che emerge non è quello di un dominio cinese in Nord Africa e Medio Oriente, ma di una progressiva densificazione di legami economici, tecnologici e – in misura più limitata – securitari.

