Taccuino latinoamericano n. 38
Il numero 38 del Taccuino Latinoamericano si apre con un bilancio del X vertice della CELAC, ospitato a Bogotá, e del primo Forum di alto livello CELAC–Africa. Al centro vi è il tentativo colombiano di rilanciare la proiezione esterna del blocco in una fase di debolezza interna, puntando sulla cooperazione Sud-Sud, sul rafforzamento dei rapporti con il continente africano e su una diplomazia regionale orientata soprattutto verso l’esterno.
Sul fronte della politica interna, l’attenzione si concentra su Venezuela e Bolivia. In Venezuela, dopo la cattura di Maduro, Delcy Rodríguez sembra guidare una fase di riassetto del potere chavista senza smantellarne l’architettura, mentre l’opposizione resta divisa tra la linea gradualista di Enrique Márquez e quella più radicale di María Corina Machado. In Bolivia, invece, le elezioni amministrative confermano il superamento della tradizionale dicotomia MAS/anti-MAS e restituiscono un quadro politico più frammentato.
Nella sezione economica, il focus è sull’ascesa dei data center in America Latina, indicati come uno dei nuovi assi della trasformazione digitale regionale. Il fenomeno presenta un doppio volto: da un lato investimenti, nearshoring e valorizzazione di una matrice elettrica relativamente rinnovabile; dall’altro una crescente pressione su risorse idriche ed energetiche. Il caso di Querétaro, in Messico, emerge come emblematico delle tensioni tra sviluppo tecnologico, limiti infrastrutturali e costi ambientali scaricati sulle comunità locali.
Infine, nella sezione Italia–America Latina e Caraibi, il numero propone un’intervista al nuovo segretario generale dell’IILA, Giorgio Silli, che sottolinea la volontà di restituire all’organizzazione un profilo più politico. Tra i temi affrontati figurano il nuovo corso nei rapporti con il Venezuela, le missioni in Paesi attraversati da cambiamenti politici, il business forum di Prato - anche in relazione all’accordo UE–Mercosur - e, più in generale, il rafforzamento della presenza italiana nella regione in una fase di riassetto degli equilibri internazionali.