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News: Amici dei Balcani Occidentali: adottata la Carta di Roma sul futuro del processo di allargamento dell’Ue

10 Luglio 2026

I Paesi del Gruppo degli Amici dei Balcani Occidentali, riuniti a Roma su iniziativa dell'Italia, hanno adottato la Carta di Roma, un documento politico volto a definire alcuni principi guida per il futuro processo di allargamento dell'Unione europea. L'obiettivo principale è preservare la credibilità, la prevedibilità e l'unità della politica di allargamento, evitando che l'attuale contesto geopolitico comprometta il principio del merito su cui si fonda il processo di adesione.

La Carta è stata sottoscritta da Italia, Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Grecia, Slovacchia e Slovenia, con la partecipazione per la prima volta anche dell'Ungheria, e sarà presentata a Bruxelles come posizione comune del Gruppo degli Amici dei Balcani Occidentali.

Il documento riafferma il principio della piena uguaglianza tra tutti gli Stati membri una volta concluso il processo di adesione, respingendo l'ipotesi di forme di integrazione permanente differenziata, di membership "di seconda categoria" o di percorsi privilegiati per alcuni candidati. Pur confermando il sostegno all'ingresso dell'Ucraina nell'Unione europea, la posizione italiana, espressa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, sottolinea che tale adesione non deve avvenire a discapito dei Paesi dei Balcani occidentali, che da anni sono impegnati nell'attuazione delle riforme richieste dall'Unione.

La Carta inoltre riconosce la possibilità di forme di partecipazione differenziata a specifiche politiche europee, analogamente a quanto avviene con l'area Schengen, e di introdurre clausole di salvaguardia nei futuri trattati di adesione.  Il documento attribuisce inoltre crescente importanza alla dimensione della sicurezza nel processo di allargamento, sostenendo la necessità di integrare maggiormente gli aspetti securitari nella politica di adesione dell'UE.

 

Photo credits: UK Government, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons