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News: Bosnia-Erzegovina, i possibili candidati per l’OHR e le reazioni della Republika Srpska

3 Giugno 2026

La possibile successione di Christian Schmidt alla guida dell'Ufficio dell'Alto Rappresentante (OHR) in Bosnia Erzegovina alimenta il dibattito politico nel Paese e tra i partner internazionali. Tra i principali candidati figurano il diplomatico italiano Antonio Zanardi Landi, l’ex presidente sloveno Borut Pahor e l’ex capo della delegazione UE a Belgrado Emanuele Giaufret.

Il processo di selezione avviene all’interno del Peace Implementation Council (PIC), riunito per discutere il futuro dell’istituzione internazionale creata dagli Accordi di Dayton. La figura dell’Alto Rappresentante, considerata ancora centrale per la stabilità della Bosnia, è oggetto di forti divisioni tra i Paesi occidentali e la leadership serbo-bosniaca, che ne contesta da tempo la legittimità e ne chiede la chiusura.

Tra i nomi circolati, Zanardi Landi viene indicato come possibile candidato sostenuto da Roma e gradito a diverse capitali occidentali, mentre Pahor e Giaufret rappresenterebbero profili con esperienza nei Balcani e nelle istituzioni europee. Restano inoltre sul tavolo altre ipotesi, inclusa quella di una possibile riorganizzazione del ruolo dell’OHR o una sua integrazione con la delegazione dell’Unione europea a Sarajevo.

L'incertezza sul futuro dell'Ufficio si inserisce inoltre in un più ampio dibattito sul ruolo della comunità internazionale a trent'anni dagli Accordi di Dayton. Mentre alcuni sostengono che il Paese debba assumere pienamente la responsabilità del proprio percorso politico, altri ritengono che un ritiro prematuro della supervisione internazionale possa aggravare le divisioni etniche e istituzionali ancora presenti.

Del primo avviso sembrano essere gli ex Alti rappresentanti internazionali in Bosnia Erzegovina, Carl Bildt e Wolfgang Petritsch, hanno chiesto la chiusura dell’OHR.

Anche la leadership della Republika Srpska è tornata a chiedere la fine del mandato dell’OHR. L'Assemblea nazionale della RS, infatti, ha approvato una dichiarazione che chiede la chiusura dell'Ufficio e invita il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a porre formalmente fine al mandato dell'Alto Rappresentante. Secondo i promotori dell'iniziativa, guidati dal presidente del parlamento Nenad Stevandić, l'OHR avrebbe oltrepassato i limiti previsti dall'Accordo di Dayton, ampliando progressivamente i propri poteri e intervenendo nelle decisioni delle istituzioni locali. La dichiarazione denuncia in particolare l'imposizione di leggi e provvedimenti da parte di funzionari stranieri e chiede il pieno ritorno delle competenze agli organi bosniaci.

 

Photo credit: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Christian_Schmidt_2024.jpg