Il Brasile e l’America latina nel disordine mondiale
Quale Brasile si avvicina alle elezioni presidenziali dell’ottobre 2026? Quali sono le sue condizioni economiche, le ambizioni di reindustrializzazione e le capacità strategiche? E quali fratture sociali e ambientali restano ancora aperte?
A partire da queste domande, il webinar del CeSPI che si è svolto il 29 aprile 2026 ha proposto una riflessione sulle trasformazioni in atto in America Latina e sul ruolo di Brasilia in un contesto regionale e globale sempre più instabile.
La svolta a destra dell’Argentina di Javier Milei, la crisi venezuelana, le difficoltà del governo di Gustavo Petro e la crescente polarizzazione ridefiniscono il quadro regionale. A ciò si affianca l’approccio dell’amministrazione Donald Trump, che ha riportato l’America Latina al centro della competizione tra grandi potenze.
In questo scenario, il Brasile guidato da Luiz Inácio Lula da Silva si conferma una variabile decisiva: troppo rilevante per essere marginalizzato, troppo autonomo per essere pienamente allineato. Le elezioni del 2026 rappresentano quindi un passaggio cruciale non solo per il futuro del paese, ma per gli equilibri dell’intera regione.