Taccuino latinoamericano n. 48
Il numero 48 del Taccuino Latinoamericano si apre con l’Informe Latinobarómetro 2026, uno dei principali termometri dell’opinione pubblica della regione. Sul piano internazionale, la Cina raccoglie il 59% dei consensi, avvicinandosi agli Stati Uniti (63%), mentre l’Unione europea segue a breve distanza. Più problematico il quadro sulla democrazia: solo il 52% dei latinoamericani la considera preferibile a qualsiasi altra forma di governo, con differenze molto marcate tra i Paesi, dal 70% di Argentina e Uruguay a circa il 40% di Brasile, Ecuador e Honduras. Il rapporto registra inoltre una crescente sfiducia nella capacità dello Stato e una diffusa percezione del potere esercitato dai gruppi criminali.
La sezione di politica interna è dedicata al Brasile, dove al primo turno delle presidenziali Flávio Bolsonaro ha superato Lula con il 47% dei voti contro il 45,1%, smentendo le indicazioni dei sondaggi. La destra si è rafforzata anche al Senato, dove dal 2027 il Partido Liberal potrà contare su 28 seggi. Nell’intervista al Taccuino, il brasilianista Giancarlo Summa descrive quello di Lula come un «governo normale in un’epoca straordinaria»: i buoni risultati macroeconomici non si sarebbero tradotti in un miglioramento altrettanto percepibile per una classe media gravata dai debiti e preoccupata per la sicurezza, in un Paese diventato più individualista e conservatore. Il 25 ottobre Lula e Bolsonaro torneranno alle urne per un ballottaggio che si annuncia decisivo anche per gli equilibri politici della regione.
Nella sezione economica, il focus è sulla 41ª sessione della CEPAL, in corso a Santiago de los Caballeros pochi giorni dopo la scomparsa di Osvaldo Sunkel, figura centrale dello strutturalismo latinoamericano. Al centro dei lavori il rapporto Rotture e opportunità, presentato nell’ambito di un confronto presieduto da Michelle Bachelet e Iván Duque. Il documento fotografa una regione segnata da bassa crescita e debito in aumento, ma al tempo stesso ricca di risorse strategiche, e rilancia la proposta di un «non allineamento attivo» di fronte alla competizione tra Cina e Stati Uniti.
Chiude il numero la sezione Italia-America Latina e Caraibi, con la visita a Roma del presidente della Repubblica Dominicana Luis Abinader, che riceverà dalla FAO un riconoscimento per i progressi verso l’obiettivo Fame Zero e incontrerà Antonio Tajani e rappresentanti delle imprese italiane, in una fase di forte crescita della presenza economica italiana nel Paese. Segue un approfondimento sulle elezioni dei Comites del 4 dicembre: per partecipare al voto sarà necessario iscriversi nell’elenco degli elettori entro il 4 novembre. In America Latina, l’appuntamento rappresenterà anche un banco di prova per la partecipazione e la rappresentatività degli organismi che rappresentano le comunità italiane all’estero.