Taccuino latinoamericano n. 41

15 May 2026
Federico Nastasi

Il numero 41 del Taccuino Latinoamericano si apre con il faccia a faccia tra Lula e Donald Trump alla Casa Bianca, che riattiva un canale politico tra Brasile e Stati Uniti senza però sciogliere i nodi su dazi, terre rare e sicurezza. Sempre sul piano regionale, spazio alle nuove pressioni statunitensi sul Messico nel quadro della “lotta al narcotraffico”, tra la morte di presunti agenti CIA nello Stato di Chihuahua e l’incriminazione negli Stati Uniti del governatore di Sinaloa.

Sul fronte della politica interna, il Perù resta sospeso in uno scrutinio lento e contestato, con un probabile ballottaggio polarizzato tra Keiko Fujimori e Roberto Sánchez, in un clima di crescente sfiducia verso il sistema politico. Nelle Bahamas, invece, il premier Philip Davis ottiene un raro secondo mandato consecutivo. In Guatemala, la fine dell’era di Consuelo Porras alla guida della Procura generale apre una nuova fase per il governo Arévalo nel confronto con l’uso politico della giustizia e con le reti di potere costruite negli ultimi anni.

Nella sezione economica, il numero si concentra sul nuovo accordo UE–Messico, che aggiorna il partenariato bilaterale e offre a Città del Messico un canale di diversificazione in una fase di tensioni con Washington. Spazio anche al Venezuela, dove la riapertura controllata verso mercati e imprese straniere, inclusa Eni, convive con la tutela statunitense su asset strategici come Citgo e con il consolidamento autoritario del regime.

Infine, nella sezione Italia–America Latina e Caraibi, il numero guarda alla crescente attenzione italiana verso le destre latinoamericane, attraverso due eventi romani dedicati - da prospettive opposte - alle nuove reti politiche della destra radicale tra Europa e America Latina.