CILE: LA DESTRA ALLA PROVA DEL GOVERNO. I primi due mesi de la presidenza Kast
Il nuovo governo cileno guidato dal presidente José Antonio Kast, esponente della destra radicale, è stato al centro dell’incontro promosso dal CeSPI dedicato alla svolta conservatrice in atto in America Latina.
Uno degli elementi di maggiore discontinuità emersi nel dibattito ha riguardato la politica estera. Storicamente, infatti, il Cile ha quasi sempre cercato di costruire un consenso bipartisan sulle principali scelte da adottare nelle sedi internazionali. L’attuale governo ha invece segnato una rottura netta con questa tradizione, sia sul piano politico sia su quello simbolico e personale, come dimostra il ritiro del sostegno ufficiale alla candidatura di Michelle Bachelet alla carica di Segretario Generale delle Nazioni Unite.
Sul piano interno, il governo Kast ha concentrato la propria iniziativa sui temi dell’economia e della sicurezza, puntando sulla riduzione del ruolo dello Stato, sul controllo dell’immigrazione e sul rafforzamento delle forze dell’ordine.
Di questi temi hanno discusso nel webinar del 15 maggio scorso José Antonio Viera-Gallo, giurista e dirigente socialista cileno, la cui esperienza politica comprende la partecipazione al governo di Salvador Allende e al primo governo Bachelet, e Maria Rosaria Stabili.