Taccuino latinoamericano n. 33

13 January 2026
Federico Nastasi

Il numero 33 del Taccuino Latinoamericano si apre con un’ampia ricostruzione della crisi venezuelana successiva alla cattura di Nicolás Maduro, analizzata sia nella dimensione internazionale sia in quella interna. Il focus è sulla presunta trattativa mediata dal Qatar tra l’amministrazione Trump e i fratelli Rodríguez; sul passaggio dal primato del diritto internazionale a una logica di “legge del più forte” e sul ritorno a una strategia statunitense di egemonia emisferica; sulla coesistenza, a Washington, di una linea pragmatica e pro-business e di una linea ideologica, incarnata da Marco Rubio, orientata al cambio di regime. Il numero esamina inoltre l’ipotesi di un “chavismo senza Maduro”, ancora al potere ma fondato su apertura alle compagnie statunitensi e riallineamento esterno, gli effetti sull’area e sui rapporti con la Cina, la delusione dell’opposizione e le molte incognite aperte: dalla transizione politica al destino dei prigionieri politici, dal rientro degli esuli alla durata della fase di controllo statunitense, tra sanzioni, blocco navale e minaccia militare.

Sul versante euro-latinoamericano, il Taccuino segue la firma dell’accordo UE–Mercosur: dopo il via libera a Bruxelles, si attende la sottoscrizione formale in Paraguay. Presentato come la conclusione di un negoziato ultradecennale, l’accordo appare destinato ad avere un impatto economico relativamente contenuto, a fronte di un peso politico-strategico ben più rilevante. L’attenzione si sposta ora sul voto del Parlamento europeo, previsto per la primavera.

Per la politica interna, un approfondimento è dedicato al Cile dopo la netta vittoria di José Antonio Kast (58%). A sinistra si apre una riflessione che va oltre la denuncia dell’estremismo del nuovo presidente e interroga risultati e limiti del governo Boric, le divisioni sulla politica internazionale e le opzioni future: una coalizione ampia tra sinistra e centro oppure la rottura del fronte che ha sostenuto l’attuale esecutivo.

La sezione economica analizza la “controrivoluzione” venezuelana nel settore degli idrocarburi: una riorganizzazione guidata da Washington che non mira soltanto ad aumentare la produzione, ma soprattutto a controllare commercializzazione e flussi finanziari. In questo contesto si colloca anche il ruolo delle compagnie europee Eni e Repsol.

Infine, nella sezione dedicata alle relazioni Italia–America Latina e Caraibi, il Taccuino registra la liberazione in Venezuela di Alberto Trentini, cooperante, e Mario Burlò, imprenditore, il loro rientro in Italia e l’intenzione della Farnesina di utilizzare il caso per riaprire un canale di dialogo con Caracas. Resta tuttavia aperta la questione del numero e dello status dei detenuti per ragioni politiche.