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Politica

Programma del semestre di presidenza dal 1° luglio al 31 dicembre 2020

30 Giugno 2020
Consiglio europeo - Presidenza tedesca

Introduzione

La pandemia  del  Covid-19  rappresenta per  l’Unione  Europea  una  sfida  epocale.  Durante il semestre di presidenza tedesca  del Consiglio dell’Unione Europea  ci impegneremo con tutte  le nostre forze per affrontare questo  compito  insieme  e guardando al  futuro  e per rilanciare l’Europa.  Oggi  come  non  mai  è  indispensabile stabilire  priorità   chiare  e  unire  le  forze. La Germania è consapevole  della propria responsabilità nei confronti dell’Unione Europea.

Solo se sapremo contenere il SARS-CoV-2 in  modo  duraturo, investiremo nell’economia europea, sfrutteremo  il nostro potenziale  di innovazione  e rafforzeremo la  coesione  sociale, l’Unione Europea e gli Stati membri potranno superare  definitivamente e con successo la crisi. La nostra  azione deve essere congiunta, coordinata, all’insegna della solidarietà  europea  e deve poggiare sui nostri valori comuni. Insieme possiamo gettare le basi affinché l’Europa, nel rispetto del principio di sussidiarietà, esca dalla crisi più forte, più equa e più sostenibile.

Da sempre  le crisi sono state per l’UE anche un’opportunità per mettere in discussione  lo status quo e prepararsi ancor meglio per il futuro. Il nostro compito comune va ben oltre la gestione immediata della situazione attuale. Insieme dobbiamo rivolgere lo sguardo ai grandi processi di trasformazione del nostro tempo, come i cambiamenti climatici, la digitalizzazione o la trasformazione del mondo del lavoro. In un mondo sempre più polarizzato, la politica europea deve potenziare anche la capacità di agire dell’Europa verso l’esterno, per difendere gli interessi europei e assumerci la nostra responsabilità nel mondo. Ci impegniamo per un ordine internazionale basato sul rispetto  delle regole e dei diritti umani  e desideriamo che l’Europa contribuisca a definire le norme e gli standard a livello globale.

I principi guida della presidenza tedesca sono:

  •  il superamento duraturo della pandemia del Covid-19 e la ripresa economica
  • un’Europa più forte e più innovativa
  • un’Europa più equa
  • un’Europa sostenibile
  • un’Europa della sicurezza e dei valori comuni
  • un’Europa forte nel mondo.

Ci impegneremo in via prioritaria per concludere rapidamente i negoziati per il Quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027. Il bilancio  dell’UE deve essere orientato sia al superamento delle attuali sfide generate dalla crisi del Covid-19, sia al perseguimento degli obiettivi strategici di lungo termine dell’Unione Europea in un mondo che cambia.

Il nostro obiettivo è:

Insieme. Per rilanciare l’Europa.

I La risposta europea alla pandemia del Coronavirus

La pandemia del Covid-19 è una delle maggiori sfide globali del nostro  tempo. All’interno dell’UE possiamo superarla solo insieme e se partiamo da questa base per affrontare unitamente ai nostri partner nel mondo questo compito globale.

La via per uscire dalla crisi - insieme e in modo coordinato

Contenere in modo duraturo la diffusione del virus Covid-19 in Europa e nel mondo è la premessa fondamentale per superare definitivamente la crisi. Solo così possiamo affrontare le numerose altre sfide presenti nell’UE e offrire un aiuto efficace agli altri. All’interno dell’Unione Europea dobbiamo sostenerci  vicendevolmente in uno spirito di vera solidarietà europea e unire le nostre risorse, sia coordinando le forniture  di presidi medici, sia aiutandoci reciprocamente nella  cura dei  pazienti o anche preservando  e proteggendo le  catene di approvvigionamento.

Vogliamo superare la pandemia insieme e in modo coordinato. Ci impegneremo affinché le restrizioni all’interno dell’area Schengen, dovute al Coronavirus, vengano progressivamente revocate, tenendo conto della situazione epidemiologica. Anche in materia di protezione delle frontiere esterne  e di procedimenti per  l’ottenimento  dei visti, desideriamo tornare in modo coordinato alle procedure ordinarie. Intendiamo eliminare gradualmente le restrizioni dovute alla crisi nel traffico transfrontaliero e nel mercato interno, per preparare il terreno alla ripresa economica.

La capacità  di azione politica e decisionale  dell’Unione  Europea,  sulla  base  di  procedure ordinate, deve essere garantita, anche in condizioni difficili. Ci prodigheremo anche in tal senso durante il nostro semestre di presidenza.

Ripresa sociale ed economica sostenibile

Porremo al centro dei nostri sforzi la lotta alle conseguenze economiche  e sociali della pandemia del Covid-19.

Intendiamo perseguire una strategia di crescita sostenibile e inclusiva che sia finalizzata sia al rafforzamento economico e alla tutela dei posti di lavoro, sia alla coesione sociale dell’Europa. Ci impegniamo affinché si realizzi la transizione verso un’economia sostenibile, come stabilito nel Green Deal europeo e affinché in essa la trasformazione digitale rivesta un ruolo di prim’ordine. Per la ripresa è di fondamentale importanza rafforzare il mercato interno. Lavoriamo alla rapida realizzazione di uno strumento per la ripresa temporaneo e incentrato sui contenuti, inserito nel Quadro finanziario  pluriennale (QFP) e attuato nell’ambito del semestre  europeo. Il futuro  QFP fornirà un contributo rilevante a sostegno di una ripresa duratura, in questo modo investiamo nel  futuro   del  nostro   continente.  I  fondi   strutturali  dell’UE  rappresentano  un   elemento importante per attutire l’impatto economico e sociale della pandemia del Covid-19 e stimolare la ripresa  nelle  regioni.  Intendiamo  approvare gli atti  normativi necessari  durante il nostro semestre di presidenza del Consiglio, in modo che i fondi siano disponibili il più rapidamente possibile.

La premessa fondamentale per la ripresa in Europa è la ripresa economica delle imprese europee. Vogliamo  migliorarne  la  resilienza e competitività e rafforzare le  catene di generazione  delvalore strategiche europee. Ciò vale per la produzione industriale, ma in particolare per le piccole e medie  imprese  (PMI). Anche la  politica  dei  consumatori  è parte integrante  della  ripresa economica.

Puntiamo  al mantenimento di mercati aperti e alla  promozione  del commercio  e degli investimenti  in base a regole  internazionali  attuabili e ci opponiamo con determinazione  al protezionismo e alle tendenze mirate  di rinazionalizzazione. L’adeguamento  temporaneo della disciplina sugli aiuti di stato come elemento importante nella gestione economica della crisi deve essere rivisto costantemente, affinché  si possano  garantire pari condizioni (“Level playing field”), sia all’interno che all’esterno dell’UE.

La tutela  delle cittadine e dei cittadini  dell’UE ha per noi massima  priorità.  Soprattutto in tempi di crisi è nostro dovere ottemperare a queste responsabilità con una politica sociale e occupazionale solidale e a lungo termine. Siamo lieti che con le risorse del fondo per la ripresa economica venga potenziato anche il Fondo sociale europeo (FSE).

Vogliamo  applicare  con coerenza i principi del Pilastro europeo dei diritti  sociali  (PEDS) rilevanti per la gestione della crisi. Tra questi rientrano lo sviluppo di un quadro europeo per i sistemi nazionali di reddito minimo, un quadro europeo per i salari minimi e il rafforzamento del ruolo  delle  parti sociali. Inoltre, insieme alla Commissione Europea e ai partner dell’UE, intendiamo combattere con decisione la disoccupazione e la disoccupazione giovanile, anche avvalendoci di un Fondo sociale europeo Plus in grado di agire.

La pandemia rivela la fragilità delle catene di approvvigionamento globali e delle persone che vi lavorano. Un ampio sistema di gestione del rischio, che sia in armonia con l’agenda globale per la sostenibilità, può contribuire ad incrementare la resilienza delle catene di approvvigionamento. Inoltre è necessario offrire maggior supporto ai Paesi partner nella cooperazione allo sviluppo. Sosteniamo un piano di azione dell’UE per una maggior responsabilità delle imprese nelle catene di approvvigionamento  globali, che promuova standard ecologici e sociali, il rispetto dei diritti umani e la  trasparenza  e che tenga conto delle  esperienze  e degli  insegnamenti  tratti dalla pandemia del Covid-19. Ciò al fine di poter attuare coerentemente i principi delle Nazioni Unite per l’economia e i diritti umani  e le linee guida dell’OCSE destinate alle imprese multinazionali.

Trarre dalla crisi le giuste conclusioni per l’Europa

Dobbiamo  imparare dall’esperienza  fatta  con  la pandemia del Covid-19 e scegliere insieme la direzione  più opportuna affinché l’UE possa reagire ancor meglio alle sfide future. A tale scopo ci impegneremo per migliorare la gestione delle crisi dell’UE. Ciò comprende il Meccanismo per la risposta  politica  alle  crisi  (IPCR),  il Meccanismo  di  protezione civile  dell’unione  (UCPM), la Commissione per la sicurezza sanitaria (HSC), il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle  malattie  (ECDC)  e anche la  prevenzione  delle  pandemie  mediante una condivisione trasversale delle informazioni tra i sistemi. Durante le emergenze sanitarie come la pandemia del Coronavirus è emersa la necessità di affiancare alle misure adottate un valido supporto epidemiologico. Intendiamo  potenziare l’ECDC, migliorandone le capacità prognostiche, realizzando una base di dati comparabile dei Paesi membri e sviluppando un sistema digitale di allerta  precoce.  Nel perseguimento  di questo  obiettivo rivestirà  un  ruolo  fondamentale lo strumento per la sanità all’interno del fondo per la ripresa economica.

Puntiamo ad un sistema di tracciamento  e allerta dei contatti  funzionante in tutta l’UE con l’ausilio di tracing e warning app a basso consumo di dati, interoperabili anche oltre i confini nazionali, utilizzabili su base volontaria e in grado di garantire sia la protezione dei dati, sia elevati standard di sicurezza informatica.

Intendiamo rafforzare il meccanismo europeo di protezione civile e proseguire lo sviluppo di rescEU e del pool della protezione civile dell’UE. A tale scopo  continueremo il lavoro  di costruzione   e  potenziamento  di  una  rete  europea di  conoscenze per  promuovere  la collaborazione dei diversi servizi e istituzioni che si occupano di protezione civile negli Stati membri.

Inoltre,  durante il nostro   semestre   di  presidenza,  nel  quadro  di  un  processo  sulle  “Lessons Learnt”,  vogliamo  verificare  fino  a  che  punto l’Emergency  Support Instrument (ESI) abbia funzionato bene e se  in futuro  non  possa  essere  impiegato  in modo  ancor più  mirato  e coordinato.

Dobbiamo potenziare la forza di azione e l’incisività dell’UE nel senso della sovranità europea, in particolare  nei settori  strategici  della  produzione  industriale  in Europa. Pertanto durante il nostro semestre di presidenza, nel settore sanitario, discuteremo di approcci operativi per migliorare ulteriormente la fornitura di medicinali, presidi medici e dispositivi di protezione personale. Desideriamo concordare misure  concrete  per  una  maggiore  autonomia dell’UE nel garantire l’approvvigionamento di medicinali  nei Paesi membri. Particolarmente importante per noi è garantire la qualità dei principi attivi, una maggiore trasparenza e diversificazione delle catene di approvvigionamento e una collaborazione europea  nell’ampliamento della produzione di principi attivi per farmaci di importanza critica. Vogliamo anche verificare se poter utilizzare meglio il Joint Procurement Agreement (JPA) per la pianificazione della disponibilità, in modo da poter reagire  tempestivamente  e velocemente a specifiche  difficoltà di approvvigionamento. Intendiamo rafforzare il settore agroalimentare, in quanto ambito di importanza sistemica in vista dell’approvvigionamento della popolazione europea con prodotti agricoli e alimentari.

Nella  prevenzione e gestione delle crisi  sanitarie assumono  un ruolo centrale la  ricerca e lo sviluppo europei. Ci impegniamo affinché lo Spazio europeo della ricerca (ERA) sia ancora più dinamico, solidale e agisca  in modo più mirato  nella  lotta  alla  pandemia. Inoltre  vogliamo analizzare come si possa sviluppare ulteriormente il piano d’azione dell’UE “ERAvsCorona”.

Intendiamo rafforzare il mercato interno e sviluppare meccanismi per migliorarne la resilienza nelle  situazioni  di crisi.  L’UE dovrebbe  contrastare con  maggior  efficacia le distorsioni della concorrenza generate da imprese provenienti da Paesi terzi, controllate e sovvenzionate dallo Stato. Nel contesto della crisi del Covid-19, ciò riguarda anche la tutela di imprese europee che potrebbero divenire bersaglio di acquisizioni. Vogliamo avviare in seno al Consiglio una discussione su come rendere la normativa UE sugli appalti pubblici ancora più adatta per gestire le emergenze future e contrastare le crisi economiche a favore di una crescita sostenibile.

In merito alla cooperazione nell’area Schengen, desideriamo avviare un dibattito con l’obiettivo di garantire il funzionamento senza restrizioni dell’area Schengen, migliorando il coordinamento tra gli Stati membri nei periodi di crisi e rafforzando le frontiere esterne comuni. Per effetto della pandemia del Coronavirus nel settore della giustizia, il tema  dell’accesso al diritto,  soprattutto negli aspetti digitali, ha assunto una nuova dimensione anche a livello europeo, di cui vogliamo occuparci  nel  corso  della  nostra  presidenza.  Inoltre  è emerso  chiaramente che  l’assistenza  ai soggetti particolarmente vulnerabili nei periodi di crisi comporta sfide particolari. Seguiremo, pertanto, in modo attivo la nuova strategia sui diritti delle vittime annunciata dalla Commissione Europea.

Le crisi come la pandemia del Covid-19 generano nella popolazione un bisogno particolare di informazione. Pertanto ci prodigheremo per potenziare la resilienza delle società nella gestione di informazioni fuorvianti e false in rete, per contrastare la polarizzazione dei dibattiti nella società,  anche  attraverso l’azione  di attori  esterni  e una  disinformazione mirata. Intendiamo discutere   di  questo  tema  nel  Consiglio  in  relazione  allo  “EU Democracy  Action  Plan”  della Commissione. La garanzia della libertà di opinione e della pluralità dei media rimane di importanza essenziale.

La nostra responsabilità internazionale nella pandemia del Covid-19

La pandemia del Coronavirus pone l’UE in condizione di dover dar una prova senza precedenti della propria responsabilità e capacità di azione quale partner internazionale forte e solidale. Nel quadro di  una stretta  cooperazione  e coordinazione  europea e internazionale,  sosteniamo l’approccio “Team Europe” a favore  di un  ampio  impegno  comunitario di tutte  le istituzioni europee e dei Paesi membri per affrontare con successo le conseguenze della crisi.

La  Germania agirà   con  grande fermezza per  garantire   la   sua   operatività strategica e un’attuazione efficace e tangibile.  Seguendo  l’approccio  integrato,  il nostro impegno  deve comprendere tutte le fasi del conflitto e la stretta collaborazione con tutti gli attori rilevanti. Per affrontare le sfide di politica di sviluppo  e alimentare è necessaria  un’ulteriore stretta coordinazione con le Nazioni unite (ONU), la Banca mondiale (BM) e le banche di sviluppo regionale. Vogliamo che l’UE rivesta un ruolo attivo nella salute globale, intendiamo potenziare ulteriormente  il nostro contributo alla sicurezza alimentare e rafforzare in particolare le organizzazioni  multilaterali come l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’Organizzazione  per  l’alimentazione  e  l’agricoltura  (FAO)  e  il  Programma alimentare mondiale (WFP),  ma  anche  le  piattaforme condivise  con  l’economia  e  la società  civile. Un approccio coordinato è di importanza fondamentale per garantire un accesso equo e orientato soprattutto  a criteri  epidemiologici  e una distribuzione  trasparente  di dispositivi  diagnostici, vaccini e farmaci per il Covid-19. Supportiamo questo  approccio  anche  potenziando l’OMS  e ampliando la piattaforma ACT (Access to Covid-19 Tools).

Nel quadro  della gestione  della pandemia, presteremo particolare attenzione all’ottimizzazione sostenibile  delle  capacità di prevenzione  e reazione  a crisi esterne  dell’UE. Ne fanno parte anche strutture  e processi  migliorati e più resilienti  e progetti nel quadro della  PSDC.  Nel contempo, considerando l’effetto destabilizzante del Covid-19 sui conflitti già in atto, l’ampio impegno  dell’UE nella politica di sicurezza deve restare  un’ancora  di stabilità. In particolare dobbiamo consentire la prosecuzione delle operazioni e delle missioni, per quanto possibile nel rispetto dei requisiti necessari.

II Un’Europa più forte e più innovativa

Dobbiamo formulare insieme una risposta europea agli effetti della pandemia del Coronavirus sulla nostra politica, economia e società. Nel frattempo percepiamo le misure necessarie come un’opportunità per accelerare  una trasformazione digitale e sostenibile  che guardi al futuro, restando al contempo ancorata ai nostri valori. Ci impegniamo per un’Europa  innovativa, che poggi sui pilastri centrali della sovranità digitale e tecnologica, sul rafforzamento della competitività e sulla creazione di un’architettura finanziaria sostenibile e stabile.

Sviluppo della sovranità digitale dell’UE

La pandemia  del  Covid-19 ha  mostrato con  ancor  più  chiarezza  che  l’Europa  deve  acquisire sovranità digitale, per preservare anche in futuro  la propria capacità di agire contando sulle proprie forze.

Pertanto desideriamo fare della sovranità digitale il leitmotiv della politica digitale europea e durante il nostro semestre di presidenza vogliamo elaborare assieme risposte su come gestire le innovazioni tecnologiche, come l’intelligenza artificiale o le tecnologie  quantistiche, in modo da migliorare il nostro benessere nonché tutelare la nostra sicurezza e i nostri valori, in condizioni di concorrenza leale. Intendiamo lavorare affinché l’Europa disponga di livelli di competenze eccellenti a livello internazionale nel campo delle tecnologie digitali chiave e che venga garantita l’apertura  del mercato  interno europeo.  Ciò comporta il consolidamento di un  monitoraggio delle capacità digitali europee, elevati investimenti pubblici e privati nel potenziamento delle capacità digitali nonché una posizione comune dei Paesi membri dell’UE sulla definizione e sulla via da intraprendere per una maggiore sovranità digitale. A tale scopo è necessario sviluppare un’infrastruttura digitale europea  resiliente, sovrana  e ad alte prestazioni. Solo così possiamo garantire condizioni di vita equiparabili in città e in campagna. Il Covid-19 ha messo in luce nuovamente l’importanza  di un’infrastruttura di dati europea, sicura, affidabile e a sé stante. Pertanto vogliamo discutere intensamente con gli Stati membri di iniziative come “Gaia X”, ma anche degli effetti delle crisi sulle capacità di rete e sugli obiettivi di banda larga.

Nelle nuove  tecnologie  l’Europa deve acquisire  maggiore  capacità  d’azione e incisività. L’evoluzione  di  queste  tecnologie  deve  essere  accompagnata da standard e norme europee comuni.  Anche nell’era digitale  i nostri  valori  e diritti  fondamentali europei  rappresentano la base che promuoviamo  a livello  globale.  Inoltre  vogliamo  sfruttare  le  opportunità  della digitalizzazione  per una maggiore  sostenibilità  e mantenere possibilmente  bassi  i livelli di consumo di energia e di risorse delle infrastrutture digitali. Ci prodighiamo per uno sviluppo e utilizzo  dell’intelligenza artificiale (IA) nell’UE che  sia responsabile nonché  orientato  al benessere  comune e  all’uomo.  Con  le  misure  adottate per  la  ripresa  economica dobbiamo rendere utilizzabile il potenziale di questa tecnologia chiave in tutti i settori. Particolarmente importante è l’utilizzo  dell’IA  nel settore  sanitario.  Le applicazioni  che sfruttano l’intelligenza artificiale  devono essere sempre  sviluppate  tenendo conto del  benessere della  nostra  società liberale e democratica.

Nella  politica dei dati europea vogliamo  puntare a innovazione,  accesso  ai dati,  utilizzo responsabile, competenza dei dati e sicurezza. Intendiamo portare avanti la discussione, avviata con la strategia europea dei dati, sulle regole e sulle linee guida per la governance degli spazi dei dati comuni europei. Inoltre  vogliamo  proseguire il dibattito sull’utilizzo adeguato  di set di dati di elevato valore per i servizi digitali. Per poter affrontare ancor meglio le crisi sanitarie che investiranno tutta  l’UE in futuro, lavoreremo per migliorare  l’accesso europeo  ai dati sanitari e la loro condivisione. Intendiamo gettare le basi per uno spazio europeo di scambio dei dati sanitari trasparente e giuridicamente sicuro e, avvalendoci delle conclusioni del Consiglio, avviare l’elaborazione  di un “codice di  condotta”  per  l’utilizzo  dei  dati  sanitari   nel  rispetto   della normativa sulla protezione dei dati. Intendiamo promuovere anche  l’utilizzo condiviso  dei dati nell’agricoltura, nei trasporti o per una migliore economia circolare. La tutela dei dati personali, la sovranità sui dati e il diritto di tutela dei consumatori devono essere garantiti in qualsiasi momento. Per avere il controllo sui propri dati, i nostri cittadini devono poterli salvare  sul proprio dispositivo in modo sicuro e protetti dall’accesso di terzi. Intendiamo creare le premesse giuridiche a tal  riguardo affinché tutti i dispositivi offrano modalità  di salvataggio  sicure, i cosiddetti Standard Secure Elements.

Un mercato unico ben funzionante anche nell’ambito digitale è una premessa importante per la competitività dell’UE e la ripresa della propria  economia dopo la crisi del Coronavirus. Ci impegniamo  per una governance digitale  moderna che supporti  la  trasformazione  digitale accelerata tramite normative quadro di politica economica, plasmandola secondo criteri sociali e sostenibili e nel rispetto delle norme di concorrenza e di vicinanza al consumatore. Il mercato unico dovrebbe essere potenziato da migliori norme di responsabilità e sicurezza per l’economia delle piattaforme e i servizi digitali e nel settore della tutela dei consumatori. Miriamo a inserire il tema  dell’ecodesign nelle conclusioni del Consiglio. Ci impegniamo per una  strategia  comune dell’UE coerente in materia  di protezione della proprietà intellettuale, al fine di garantire la tutela dell’innovazione e diritti di accesso equi e di promuovere la creatività.

Nell’attuazione della strategia  dell’UE per l’era digitale vogliamo  focalizzare l’attenzione su una maggiore partecipazione digitale delle cittadine e dei cittadini,  in merito  al “futuro  del lavoro” sulla garanzia di buone condizioni di lavoro e sulla sicurezza sociale, anche nelle sue nuove forme come il lavoro sulle piattaforme, e sulla trasmissione delle abilità e competenze necessarie per l’era digitale. Intendiamo discutere  nel Consiglio il piano di azione della Commissione per l’istruzione  digitale,  anche  in  riferimento agli effetti  della  pandemia del Covid-19 sul settore dell’istruzione  e desideriamo tenerne  conto  nelle  conclusioni del  Consiglio,  nel rispetto  del principio di sussidiarietà.

Rafforzamento della competitività

Lo  spazio  economico  unico   dell’UE  senza  confini   interni  costituisce   la  base  per  il  nostro benessere e per la sicurezza e la coesione sociali. Intendiamo sviluppare ulteriormente il mercato unico in settori  centrali  per il futuro,  senza  perdere di  vista  le  precedenti priorità,  e ci impegniamo per  un’efficace  attuazione e imposizione delle regole  del mercato unico e per la rimozione dei restanti ostacoli non giustificati al mercato unico. Promuoviamo un efficiente quadro  di regolamentazione, che faciliti l’innovazione e che sia in linea con le esigenze future. Vogliamo ampliare  le  normative  basate sui  dati  empirici  per migliorare  ulteriormente  le valutazioni d’impatto, l’utilizzo di clausole sperimentali e di laboratori reali e intendiamo prodigarci per un’attuazione efficace della regola one in, one out.

Un’industria europea competitiva e un tessuto di imprese di medie dimensioni che sia vitale sono imprescindibili per affrontare con successo la trasformazione digitale e ecologica. In questo contesto intendiamo elaborare  ulteriormente la strategia  della Commissione per l’industria e le PMI, guardando al futuro  e con l’obiettivo di rafforzare  la cooperazione europea,  in particolare nelle tecnologie chiave innovative. Nel quadro delle conclusioni del Consiglio, desideriamo dare impulsi  per  rafforzare  la competitività dell’industria  europea  e delle piccole  e medie  imprese. Discutiamo, pertanto, condizioni generali  adeguate,  la promozione di innovazioni adatte alle sfide future e misure riguardanti il finanziamento, un sostanziale snellimento burocratico e una normativa favorevole alle PMI. Durante una conferenza sulle  PMI a novembre,  desideriamo discutere  anche di possibili  approcci  transnazionali per  il sostegno  all’imprenditorialità,  alla digitalizzazione  e all’innovazione.

Nel quadro del nostro semestre di presidenza, ci impegneremo per la modernizzazione del diritto europeo in materia di aiuti di stato per garantire condizioni di concorrenza eque e promuovere l’attuazione del Green Deal europeo. Gli aiuti di stato e le cooperazioni utili per la creazione  di infrastrutture come le reti a banda  larga e di telefonia  mobile  nonché per l’implementazione di misure a tutela del clima devono essere possibili a condizioni agevolate. Puntiamo, inoltre, ad adottare misure  per prevenire il trasferimento  delle  emissioni  di CO2 in Paesi  terzi (carbon leakage), per sostenere  le regioni colpite dalla decarbonizzazione e l’economia nel suo complesso e per rivedere  le normative sugli aiuti di stato in materia  di energia  e ambiente. Nell’ambito del diritto della concorrenza,  ci adoperiamo affinché, durante le procedure di controllo delle concentrazioni, si tenga conto della situazione globale della concorrenza e le imprese possano avere una maggior certezza del diritto in caso di cooperazioni. La vigilanza sugli abusi di diritto della concorrenza dovrebbe essere ulteriormente elaborata anche in riferimento ai mercati delle piattaforme.

Ci impegniamo per una politica strutturale  dell’UE orientata al futuro  e che rafforzi la competitività e la resilienza alle crisi delle regioni europee. La nostra attenzione è incentrata sulla svolta economica innovativa, sulla protezione del clima e dell’ambiente e sulla garanzia di occupazione sostenibile. Intendiamo portare il più possibile a conclusione i negoziati del trilogo per il nuovo pacchetto legislativo sui fondi  strutturali dell’UE. Attribuiamo grande  importanza anche al cambiamento strutturale sostenibile nelle regioni e agli investimenti in digitalizzazione, intelligenza artificiale, tecnologie energetiche innovative e capitale umano.

La conoscenza, la ricerca e l’istruzione sono fattori decisivi per la capacità di innovazione e la competitività europee e sono elementi chiave per mettere in atto con successo il Green Deal europeo. Nello  sviluppare  ulteriormente  lo spazio  europeo della  ricerca  vogliamo  avviare iniziative sull’idrogeno verde, la resilienza dell’Europa nei confronti delle pandemie, la partecipazione dei cittadini e una cooperazione internazionale rafforzata.

L’UE deve rendere la mobilità del  futuro sostenibile, innovativa e interconnessa.  A tal fine dobbiamo affrontare le sfide ecologiche del nostro tempo e garantire contemporaneamente la competitività  del settore europeo dei trasporti.  Inoltre  intendiamo analizzare  gli effetti della pandemia sulle nostre infrastrutture dei trasporti e valutarne la resistenza alle crisi, per potenziare lo spazio europeo dei trasporti e rendere più efficienti le catene della logistica. Nel Consiglio vogliamo,  inoltre,  elaborare  un  orientamento per la strategia  dell’UE per la mobilità sostenibile e intelligente annunciata dalla Commissione. Contemporaneamente proseguiremo con le trattative per i progetti legislativi nei singoli settori dei trasporti.

Un’architettura dei mercati finanziari sostenibile, una politica finanziaria stabile e la giustizia fiscale

Le attività economiche e le strutture aziendali sono cambiate profondamente anche a seguito della digitalizzazione; la pandemia del Coronavirus ha aggiunto ulteriori sfide. La politica fiscale europea deve essere moderna e innovativa, per promuovere maggiormente la forza economica dell’Europa e garantire il gettito fiscale degli Stati membri.

Il carico fiscale deve essere distribuito in modo equo e trasparente. Attualmente l’OCSE sta elaborando proposte di riforma che dovrebbero risolvere  con efficacia  le  sfide  fiscali  della digitalizzazione  e che includono l’introduzione di una  tassazione minima globale effettiva. Successivamente  alla  conclusione  dei  negoziati,  intendiamo  portare  avanti l’attuazione dei risultati nell’UE. Ci impegniamo anche  per  l’introduzione  a livello europeo della tassa sulle transazioni finanziarie. Per via della crescente mobilità dei cittadini, delle imprese e dei patrimoni e nell’interesse  della semplificazione della tassazione, è necessario che le autorità fiscali degli Stati membri interagiscano. Vogliamo rivedere  la direttiva  sull’assistenza reciproca, anche  per rendere possibile  un’efficace lotta all’evasione fiscale. Intensificheremo, inoltre, gli sforzi per combattere il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.

Nell’attuale situazione di crisi, le misure  per il contenimento della pandemia e per il ripristino della  piena funzionalità  delle  società e delle  economie europee sono  giustamente  al  centro dell’attenzione. Non appena le  condizioni economiche  lo  consentiranno,  sarà  opportuno orientare nuovamente la politica di bilancio degli Stati membri verso il raggiungimento a medio termine  di una situazione  di bilancio prudente, perché essa è essenziale per la  stabilità, la resistenza  e le prospettive di crescita dell’Unione economica e monetaria. Nell’attuale verifica del Patto di stabilità e di crescita dovrebbe, quindi, assumere un ruolo centrale anche la sostenibilità delle finanze pubbliche, al fine di avere lo spazio  di manovra necessario  per affrontare le situazioni di crisi.

Vogliamo approfondire l’Unione dei mercati di capitali per promuovere il finanziamento basato sui mercati di capitali e per integrare maggiormente il mercato di capitali europeo e renderlo più competitivo a livello internazionale. Ciò servirà ad un miglior finanziamento dell’economia reale e di  investimenti  strategici.  Promuoviamo  il  progresso dell’Unione bancaria allo  scopo  di incrementare la stabilità del sistema finanziario e del mercato unico europeo.

La progressiva digitalizzazione del  settore dei servizi finanziari apre svariate  opportunità  per nuovi modelli di business, prodotti e operatori. Essa, però, comporta anche dei rischi e genera forti cambiamenti nel mercato. Ciò  rende necessari  degli  adeguamenti normativi. Con la creazione di un’Unione finanziaria digitale intendiamo eliminare gli esistenti ostacoli ai servizi finanziari digitali transfrontalieri al fine di restare concorrenziali a livello internazionale. Vogliamo supportare i lavori nel quadro della strategia per la finanza digitale annunciata dalla Commissione e delle proposte di regolamentazione, ad esempio sui crypto-asset, per dare un contributo alla sovranità del mercato finanziario europeo.

III Un’Europa equa

La coesione  all’interno della società, la sicurezza sociale e la solidarietà  sono pilastri centrali  per un’Europa equa. La pandemia del Covid-19 ha comportato durevoli restrizioni nella quotidianità di molte cittadine e cittadini europei e ha acuito le disuguaglianze. Con ancor maggior determinazione  ci impegneremo,  durante il nostro  semestre  di presidenza  del  Consiglio,  per combattere le conseguenze sociali della crisi, per proteggere la coesione sociale e per promuovere, per i giovani in Europa, prospettive future sostenibili. Inoltre attribuiamo un’importanza centrale alla solidarietà tra le generazioni, in  particolare alla protezione dei bambini e degli anziani, che sono particolarmente vulnerabili nei periodi di crisi. La creazione di un’Europa  equa è anche un compito a lungo  termine, poiché  le sfide per  la nostra  sicurezza sociale aumenteranno per effetto del cambiamento ecologico, digitale e demografico. Vogliamo plasmare questo cambiamento in modo che sia socialmente sostenibile ed equo per giovani e anziani. Durante il nostro semestre di presidenza vogliamo incentivare anche la parità fra donne e uomini, tener conto degli interessi delle persone con disabilità e favorire una società civile attiva.

Rafforzamento della dimensione sociale e della coesione sociale

Nonostante le contromisure per la stabilizzazione, la pandemia del Covid-19 ha generato pressioni di entità diversa non solo sull’economia, ma anche sull’occupazione e sulla situazione sociale negli Stati membri. Pertanto ci impegniamo per far progredire in Europa la convergenza economica e sociale verso l’alto, preservando la ripartizione delle  competenze. L’obiettivo è ridurre le disuguaglianze all’interno dell’UE, mitigare le ripercussioni sui mercati del lavoro, dovute anche a choc esterni, e migliorare la tutela sociale, attuando il pilastro europeo dei diritti sociali. Ci impegniamo in particolare per lo sviluppo del quadro europeo per i salari minimi nazionali, che rafforza la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e il partenariato sociale, il suo ruolo di prim’ordine nella definizione delle condizioni di lavoro e il suo contributo alla stabilizzazione del reddito anche nelle crisi economiche. All’interno del Consiglio vogliamo discutere della proposta della Commissione di istituire uno strumento per salari minimi equi, costruendo sul processo di consultazione con le parti sociali e generando così un vero valore aggiunto per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

La povertà e l’esclusione sociale continuano ad essere sfide centrali  in Europa, che si acuiscono nei periodi di crisi. Le misure nazionali di reddito minimo negli Stati membri hanno un ruolo importante per consentire la partecipazione da parte dei bisognosi alla società e al mercato del lavoro. Intendiamo sviluppare un quadro per i sistemi nazionali di reddito minimo nei Paesi dell’UE. La proposta annunciata dalla Commissione per una regolamentazione della riassicurazione contro la disoccupazione europea, che intendiamo verificare in seno al Consiglio, è già stata definita, nel programma del trio di presidenza, come importante passo verso l’ulteriore implementazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Sulla base della nota di orientamento annunciata dalla Commissione, miriamo ad emettere conclusioni sul miglioramento dell’imposizione, da parte degli Stati membri, di condizioni di lavoro per lavoratrici  e lavoratori stagionali. La pandemia del Covid-19 ha, infatti, messo ancora più in luce le irregolarità presenti.

Nell’attuare la “Nuova agenda per le competenze” della Commissione, intendiamo concentrarci sulla  formazione  come risposta  centrale  di politica  del  mercato del  lavoro  al cambiamento strutturale, ecologico e digitale e intensificare lo scambio tra gli Stati membri su questo tema.

Nell’era della trasformazione digitale ed ecologica, la formazione professionale deve preparare i giovani e i lavoratori di lungo periodo ai posti di lavoro del futuro per dar loro prospettive e contrastare  la  carenza di  lavoratori  qualificati.  Durante  il nostro  semestre  di  presidenza intendiamo approfondire la cooperazione internazionale nella formazione professionale nel quadro   del processo   di Copenaghen  e, con l’adozione della dichiarazione di Osnabrück, sviluppare un’eccellente  formazione professionale a livello universitario. In reazione  alla pandemia, compiremo particolari sforzi per potenziare l’istruzione digitale, per attuare soluzioni digitali, compatibilmente con la nuova piattaforma Europass che qualifica gli insegnanti e offre nuove prospettive di crescita alle cittadine e ai cittadini. Pertanto ci impegniamo anche affinché, nel quadro  dello “Spazio europeo dell’istruzione”, aumenti la mobilità  nell’apprendimento, sia facilitato il riconoscimento dei titoli di studio e venga avviata la creazione di una struttura in cui inserire la futura strategia per la cooperazione nella formazione generale e professionale.

Seguiremo  l’elaborazione del piano  di lotta  al cancro  annunciato dalla Commissione (Europe’s Beating Cancer  Plan)  e ne  discuteremo in  seno  al Consiglio,  con  l’obiettivo  di migliorare  la prevenzione e il trattamento del cancro e di incrementare anche il potenziale della digitalizzazione per fare progressi nella lotta al cancro. Sosterremo, inoltre, la Missione “Cancer” d’innovazione e ricerca della Commissione.

Parità tra donne e uomini

La realizzazione della parità tra donne e uomini è un compito che spetta a tutti noi e sul quale si misura  la sostenibilità futura  dell’UE. Siamo convinti  che la valorizzazione istituzionale di una politica di pari opportunità a tutto campo contribuirà ad una maggior coesione in Europa. La priorità è attribuita al raggiungimento della parità di trattamento economico fra donne e uomini a parità di lavoro, al far progredire ulteriormente e rendere visibile la parità tra uomini e donne e alla lotta alla violenza di genere. Accogliamo con favore la nuova strategia della Commissione per la parità di genere, che affronta anche le questioni della violenza di genere e della parità tra donne e uomini sul mercato del lavoro. Per rafforzare la partecipazione paritaria delle donne alla vita lavorativa  ci impegniamo in tutt’Europa per una  condivisione all’interno della coppia  del lavoro  retribuito e del  lavoro  di cura e intendiamo  inviare  un segnale di supporto  politico mediante le conclusioni del Consiglio. La pandemia ha messo in luce il valore del lavoro di cura. Durante il nostro semestre di presidenza ci impegneremo per attutire le conseguenze sociali ed economiche negative della pandemia del Covid-19 sulle donne, per promuovere la loro indipendenza economica e intensificare lo scambio di esperienze tra i Paesi membri, nel quadro di un incontro informale delle ministre e dei ministri per le pari opportunità. Per promuovere l’uguaglianza di genere  nella cultura, intendiamo rafforzare le pari opportunità e migliorare la partecipazione e la creazione delle connessioni tra donne nei processi creativi. Sosterremo la Commissione nell’approvazione  del  Piano  di azione  sulla  parità  di genere III  e intendiamo emettere delle conclusioni del Consiglio a tal riguardo.

Per proteggere meglio le donne dalla violenza anche nei momenti di crisi, continueremo a prodigarci  per la ratifica da parte dell’UE e di tutti gli Stati membri della Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa. Durante il nostro semestre di presidenza promuoveremo in tutt’Europa il potenziamento e l’accesso alla protezione e alla consulenza.

Tutela e partecipazione dei giovani

I giovani sono importanti catalizzatori per il futuro del nostro continente e sono particolarmente fragili nei periodi di crisi. Promuoveremo la partecipazione dei giovani in tutt’Europa. Mediante un’Agenda europea per l’animazione socioeducativa, intendiamo potenziare ulteriormente le offerte di animazione  socioeducativa  e sostenere  tutti i giovani nello sviluppo della propria personalità.

Affinché l’Europa resti un continente delle opportunità dobbiamo continuare a combattere con impegno  contro  la  disoccupazione  giovanile.  Deve essere  una priorità  dare un  sostegno particolare ai giovani nel momento del loro ingresso nel mercato del lavoro. Il nostro obiettivo è aiutare attivamente  i giovani,  rafforzando la  garanzia  per i giovani,  e prepararli  ai radicali cambiamenti del mondo del lavoro, soprattutto in periodi di crisi.

Promozione di una società civile attiva e della coesione sociale

La politica europea in un’Europa democratica ha bisogno dell’opinione pubblica europea e della partecipazione di una società civile attiva che prospera anche grazie alla diversità delle culture e dei media. In questa logica si inserisce il programma culturale del semestre di presidenza tedesco che include un’opera partecipativa di Ólafur Elíasson di portata europea  che si estende oltre i confini nazionali e generazionali.

Durante il semestre  di presidenza tedesco  intendiamo, inoltre,  sottolineare l’importanza  della coesione sociale all’interno dell’Europa e elaborare delle offerte per la promozione a livello locale, regionale, nazionale ed europeo. Solo insieme a tutte le cittadine e i cittadini europei, possiamo plasmare   il  futuro   dell’Unione  Europea.  Anche  la  Commissione  ha  seguito  questa  linea  di pensiero  quando  ha proposto l’idea di una conferenza  sul futuro dell’Europa. Essa rappresenta un  forum  nel  quale  condurre un  ampio  dibattito sugli obiettivi  a lungo  termine dell’Unione Europea, ma anche sugli insegnamenti che traiamo dalla pandemia del Covid-19. Ci prodigheremo affinché  il Consiglio,  la  Commissione  e il Parlamento  Europeo concordino velocemente la struttura e il mandato della conferenza; dobbiamo anche chiarire come potrà tenersi una conferenza di questo genere nel contesto determinato dal Covid-19. Daremo il nostro contributo affinché la conferenza abbia successo.

IV Un’Europa sostenibile

Politica ambientale e climatica  ambiziosa

Il processo di trasformazione economica, tecnologica e sociale, necessario per una politica ambientale e climatica ambiziosa, può avere successo solamente se è equilibrato dal punto di vista della politica economica nonché socialmente  equo e supportato dalla  società intera.  La Presidenza tedesca intende contribuire a plasmare con grande vigore questo processo di trasformazione.

Giustamente la Commissione Europea ha presentato il Green Deal europeo come strategia ampia e  ambiziosa. Essa unisce  la  tutela  del  clima,  dell’ambiente  e della  biodiversità  a importanti impulsi per la crescita e comprende misure in tutti gli ambiti rilevanti della politica. Accompagneremo l’attuazione del Green Deal in ogni suo aspetto  e garantiremo uno stretto coordinamento tra tutte le formazioni del Consiglio interessate. Ci impegneremo affinché il Green Deal contribuisca al superamento delle conseguenze della pandemia del  Covid-19, alla sostenibilità e alla competitività dell’economia. Inoltre, intendiamo adottare in seno al Consiglio delle conclusioni sul nuovo piano  d’azione della Commissione per l’economia circolare  e sulla sua attuazione. Durante il nostro semestre di presidenza avvieremo  i negoziati  sull’8° programma di azione per l’ambiente dell’UE.

Intendiamo, inoltre, preparare delle conclusioni del Consiglio relativamente alla nuova strategia dell’UE sulla biodiversità, per arrestare la progressiva perdita di biodiversità e per preservare le risorse degli ecosistemi così importanti per gli esseri umani, anche in relazione al rapporto tra diversità biologica e salute umana. Si tratta di un elemento fondamentale del Green Deal per il superamento delle conseguenze della pandemia del Covid-19 e costituisce la base per un forte contributo dell’UE alla Convenzione sulla biodiversità di una COP15 che è stata riprogrammata.

Durante il nostro semestre di presidenza nel Consiglio vogliamo adoperarci per la conclusione delle consultazioni sul progetto per una legge europea sul clima che stabilisca con validità giuridica il  conseguimento  della neutralità  climatica  dell’Unione  Europea entro il  2050. Intendiamo, altresì, decidere  fino a che punto l’Unione Europea possa incrementare il proprio Contributo Nazionale  Volontario (NDC) per il 2030, anche tenendo conto della  nostra  forza economica e della nostra competitività globale. Siamo lieti che la Commissione Europea abbia proposto di elevare l’obiettivo dell’UE per il 2030 al 50-55% rispetto ai valori del 1990. La base per le ulteriori discussioni sarà la valutazione d’impatto della Commissione Europea, in particolare in merito  alla competitività dell’economia europea, per i sistemi sociali e per una visione condivisa dei contributi settoriali.

Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi climatici dell’Unione Europea nel settore dei trasporti, vogliamo continuare a lavorare per una mobilità compatibile con il clima, sostenibile e con prezzi ragionevoli. Nel settore dell’energia la Commissione ha annunciato per il 2020 importanti strategie. L’ampliamento rapido dei parchi eolici offshore rivestirà un ruolo fondamentale, per raggiungere gli obiettivi ambiziosi dell’UE nel settore delle energie rinnovabili e garantire la sicurezza dell’approvvigionamento. Puntiamo ad approvare conclusioni del Consiglio sulle condizioni quadro europee per progetti nel settore delle energie rinnovabili condivisi tra gli Stati membri, in particolare nel settore  dell’energia eolica offshore. L’Europa ha inoltre  un interesse vitale ad avere un approvvigionamento di gas a neutralità carbonica, o preferibilmente privi di CO2, come, in primis, l’idrogeno da energie rinnovabili, che sia sicuro e in linea con le esigenze future e offra anche un potenziale per la decarbonizzazione. Pertanto durante il nostro semestre di presidenza condurremo discussioni sulla relativa progettazione del mercato, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo dei rispettivi mercati  e delle infrastrutture dell’UE. Nel Consiglio vogliamo discutere anche degli approcci europei per il raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici, in particolare l’ampliamento  dei prezzi delle emissioni di CO2 a tutti i settori e l’introduzione  di un moderato prezzo minimo della  CO2 nel quadro del  sistema  europeo di scambio delle emissioni (EU ETS).

Mediante una diplomazia del clima ambiziosa e impegnata, l’Unione Europea e gli Stati membri devono dare un contributo, anche a livello internazionale, alla tutela  dell’ambiente e del clima. Affinché la lotta alla pandemia del Covid-19 sia all’insegna della sostenibilità e della tutela del clima  e dell’ambiente,  intendiamo collaborare  in  modo  strategico  e coordinato con  i nostri partner internazionali per rendere più ambiziosi a livello globale gli obiettivi climatici, come stabilito nell’Accordo di Parigi. Ci impegneremo per fare progressi anche nel miglioramento dei contributi nazionali al clima. A livello internazionale ci prodigheremo anche per una concorrenza leale (“Level playing field”) nella prevenzione delle emissioni di CO2, tenendo conto del principio della responsabilità comune ma diversificata, e cercheremo di evitare gli incentivi all’esternalizzazione della CO2 in Paesi terzi (“Carbon leakage”). Inoltre vogliamo accompagnare il Green Deal europeo con un’attiva politica estera per l’energia: il piano d’azione dell’UE per la diplomazia energetica deve essere aggiornato, ad esempio per trovare nuovi partner per le importazioni di energia verde e per  sensibilizzare  gli  esportatori di  energia  fossile alle opportunità di un nuovo mondo dell’energia.

Un’Europa sostenibile

L’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e gli obiettivi di sviluppo sostenibili (Sustainable Development Goals - SDG) sono il modello che guida la presidenza tedesca. Ci impegniamo affinché venga presentato il progetto annunciato dalla Commissione  per  un’ampia  attuazione dell’Agenda  2030, in modo tale da avviare le consultazioni nel Consiglio nella seconda metà dell’anno.  Il  progetto  dovrebbe essere  accompagnato da periodiche  relazioni  sullo  stato  di avanzamento dei  lavori  della  Commissione  per  il  raggiungimento  degli  SDG  nell’Unione Europea. Da tali relazioni dovrebbe anche emergere quali settori richiedono maggiori misure politiche. Nel corso della nostra Presidenza vogliamo evidenziare la dimensione culturale dello sviluppo sostenibile, tematizzando le relazioni tra la stessa, il cambiamento climatico e la tutela del patrimonio culturale.

Sostenibilità nell’agricoltura e pesca e aree rurali equipaggiate per il futuro

La pandemia del Covid-19 ha nuovamente messo in luce con forza quanto sia importante la sicurezza  regionale  dell’approvvigionamento alimentare. Mediante un’agricoltura e un’economia  della  pesca  moderne  e sostenibili vogliamo fornire un contributo  al raggiungimento degli SDG. A tal riguardo la digitalizzazione offre particolari opportunità. Nelle trattative  per  la  Politica Agricola Comune (PAC) dopo il 2020 puntiamo  ad avere un Orientamento generale del Consiglio. La strategia della Commissione Europea “Dal produttore al consumatore”, per la quale miriamo a delle conclusioni, è strettamente legata alla PAC. Inoltre intendiamo emanare delle conclusioni sui temi del benessere animale e dell’etichettatura dei generi alimentari. Nel settore della pesca porteremo avanti, inoltre, i negoziati sulle possibilità di pesca per il 2021.

In  un’ottica  di sviluppo  sostenibile, la Politica Agricola Comune e altre politiche dovrebbero contribuire  maggiormente  a garantire il futuro delle aree rurali, a sfruttare il potenziale di sviluppo delle regioni rurali e a salvaguardarle e svilupparle in quanto spazi economici e sociali interessanti. Su questo fronte, gli Stati membri avranno in futuro una maggior responsabilità nell’adozione di misure d’incentivazione dello sviluppo rurale. Inoltre intendiamo portare avanti uno sviluppo urbano e territoriale sostenibile ed equilibrato, adottando la revisionata Agenda Territoriale 2030 e portando avanti la “Carta di Lipsia sulle città europee sostenibili” (2007).

Tutela dei consumatori

Per superare la pandemia del Covid-19 abbiamo bisogno della fiducia delle consumatrici e dei consumatori in un mercato unico europeo forte. Ci impegniamo affinché il Consiglio venga coinvolto precocemente nell’elaborazione  della  nuova agenda dei  consumatori che la Commissione vuole presentare nella seconda metà del  2020. L’agenda deve contribuire nell’Unione Europea ad adeguare la tutela dei consumatori alle attuali sfide digitali ed ecologiche, a tutelare le consumatrici e i consumatori e far rispettare meglio il vigente diritto dei consumatori.

V  Un’Europa della sicurezza e dei valori comuni

Vogliamo rafforzare la nostra comunità europea del diritto e dei valori. Ciò presuppone che troviamo delle risposte convincenti alle  principali domande nel settore della sicurezza e alle questioni migratorie, collaborando strettamente con i nostri  partner europei. L’Europa deve restare un luogo nel quale tutti  possano sentirsi liberi e sicuri, indipendentemente da provenienza, convinzioni o credo. Ci adoperiamo per riforme ambiziose nella politica in materia di asilo e migrazione.

Rafforzamento dei valori e diritti fondamentali

La tutela dei nostri valori comuni, dei diritti e delle libertà individuali è una delle caratteristiche fondamentali dell’Unione Europea. Lo stato di diritto  è la premessa  fondamentale per la tutela degli altri valori. È imprescindibile per il funzionamento dell’UE. Durante il nostro semestre di presidenza ci impegneremo quindi a tutto campo per rafforzare i valori fondamentali e in particolare per un approccio comune, cooperativo e costruttivo al tema dello stato di diritto. Sulla base del primo rapporto annuale della Commissione sulla situazione dello stato di diritto in ogni Paese membro, intendiamo condurre in seno al Consiglio un dialogo politico alla pari tra tutti i Paesi  membri sullo  stato  di  diritto.  Il dialogo  si  articolerà  in due discussioni:  una discussione  annuale sul  rapporto  nel  suo  complesso  e i relativi aspetti  orizzontali  e una discussione semestrale sui primi capitoli del rapporto dedicati ai Paesi, in modo che progressivamente vengano trattati  tutti  gli Stati  membri. Il nostro  obiettivo è comprendere meglio quale sia la situazione in ogni Stato membro, individuare precocemente i rischi e poter offrire supporto reciproco.

Un tale dialogo può essere solo complementare ad altri meccanismi. Il rispetto degli standard dello stato di diritto nell’UE e negli Stati membri è anche la premessa fondamentale per l’utilizzo corretto dei  fondi  del bilancio UE. Sosteniamo, pertanto, la proposta della  Commissione  di collegare le risorse del bilancio UE al rispetto degli standard dello stato di diritto nei Paesi membri.

Inoltre, laddove si riscontrino deficit sul piano dello stato di diritto nei Paesi membri, riteniamo che sia opportuno utilizzare con fermezza i meccanismi previsti nei Trattati europei. Ciò vale sia per la procedura dell’Articolo 7 TUE, sia per la procedura dinanzi alla Corte di Giustizia.

Continueremo ad adoperarci per l’adesione dell’Unione Europea alla Convenzione Europea per i  diritti  dell’uomo:  non  appena la  situazione  generata dalla  pandemia  del  Covid-19  lo permetterà, dovranno proseguire con impegno i negoziati con il Consiglio d’Europa.

Vogliamo adoperarci per la democratizzazione di internet e il miglioramento della resilienza delle società di fronte ad informazioni in rete false e fuorvianti. Inoltre attribuiamo particolare attenzione alla lotta ai crimini d’odio e al razzismo. Per contrastare insieme e con risolutezza qualsiasi forma di antisemitismo, puntiamo a realizzare uno scambio strutturato a livello europeo, soprattutto con riferimento alle strategie e alle strutture per la lotta e la rilevazione a tutto  campo di  episodi  di  antisemitismo. Inoltre   contrasteremo con determinazione l’antiziganismo e contribuiremo  all’ulteriore  sviluppo  del quadro   dell’UE  per  le  strategie nazionali. In  questo   contesto,   ci  impegneremo  per   l’attuazione   della   Decisione  quadro 2008/913/GAI del Consiglio del 28 novembre  2008 sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia.

La cultura e i media rivestono un ruolo di prim’ordine nella comunicazione della nostra  identità europea, della nostra storia e dei nostri valori. Intendiamo garantirne la diversità e la libertà, ad esempio proseguendo il programma Europa Creativa. Nel quadro delle conclusioni del Consiglio, intendiamo trattare la questione di come garantire un panorama mediatico variegato anche nei periodi di crisi. Vogliamo analizzare come poter supportare con ancor più efficienza il settore della cultura e dei media, duramente colpito dalla pandemia del Covid-19. Intendiamo attuare sistematicamente l’approccio strategico dell’Unione Europea per le relazioni culturali internazionali.

Rafforzamento della sicurezza delle cittadine e dei cittadini

Nel quadro di un partenariato europeo di polizia, intendiamo migliorare  la  collaborazione transfrontaliera delle nostre autorità di polizia. In quest’ambito gli agenti di polizia nell’Unione Europea devono mettere a disposizione  le  informazioni necessarie  provenienti  da altri Stati membri. Vogliamo, poi, migliorare la cooperazione fra polizia, dogane e giustizia.

Puntiamo a rafforzare la cooperazione giudiziaria nella lotta alla criminalità transfrontaliera, per esempio nell’acquisizione di prove elettroniche oltre i confini nazionali. La pandemia del Covid-19 pone la  cooperazione  internazionale  in materia  penale di  fronte  a grandi sfide, soprattutto  per le  estradizioni  e le  consegne,  cui  bisogna far  fronte  con  meccanismi  di coordinamento per i momenti di crisi.

Desideriamo potenziare i diversi strumenti dell’UE per la cooperazione giudiziaria in materia civile. Nell’UE una collaborazione in materia di giustizia civile resiliente alle crisi è essenziale, non solo per le cittadine e i cittadini, le autorità e i tribunali, ma anche per l’economia  e in particolare per le PMI. Proseguiremo i lavori già avviati in tal senso.

In Europa la lotta al terrorismo internazionale continua ad essere una delle grandi sfide. In un’Europa  dai confini aperti dobbiamo garantire che le informazioni possano circolare  in modo affidabile e velocemente. Per ottimizzare maggiormente tale meccanismo intendiamo condurre una valutazione comune dei diversi sistemi nazionali di analisi della minaccia legata ai soggetti e delle liste nazionali dei soggetti potenzialmente pericolosi. Sosteniamo, inoltre, la rapida conclusione  del  Regolamento relativo  alla  prevenzione  della  diffusione  in rete di contenuti terroristici.

Oltre al terrorismo islamico, prestiamo grande attenzione alla lotta al terrorismo di destra e all’estremismo violento di destra e, a tal fine, vogliamo studiare la loro interconnessione via internet in tutta l’UE.

Intendiamo rafforzare le  capacità di Europol a supporto  del  lavoro  operativo delle  autorità nazionali di sicurezza nella lotta contro la criminalità transfrontaliera, le minacce terroristiche ed estremiste e potenziare Europol come centrale di polizia europea, in modo tale che essa possa sfruttare appieno il proprio  mandato per l’analisi e lo scambio di informazioni.

Per rafforzare ulteriormente la sicurezza nel ciberspazio, puntiamo ad una cooperazione rafforzata negli Stati membri per la sicurezza in rete e dell’informazione e in particolare per la tutela delle infrastrutture critiche e di altre imprese di interesse pubblico. Al fine di raggiungere quest’obiettivo, ci impegneremo, ad esempio, per conseguire  uno  standard minimo omogeneo per la sicurezza IT in tutti i dispositivi presenti sul mercato.

Rinnovamento della politica europea in materia di migrazione e asilo

La migrazione  e la  gestione  dei  rifugiati sono  questioni  per le  quali,  all’interno  dell’Unione Europea, possiamo trovare soluzioni sostenibili solo insieme. I nostri valori europei, gli standard umanitari e dello stato di diritto sono i nostri principi guida.

Dobbiamo riformare il Sistema Europeo Comune di Asilo (CEAS) in modo ambizioso per creare un  sistema  equo, funzionante,  efficiente  e a prova di crisi.  Partendo dalle  proposte della Commissione, ci impegniamo per una riforma che riveda le responsabilità e la solidarietà, che sia in linea  con gli standard  umanitari,  che - mediante  una distribuzione  giusta  dei  richiedenti protezione basata su un regime equo di distribuzione delle responsabilità - eviti di sovraccaricare alcuni Stati membri e che affronti  in modo efficace i movimenti  secondari. Intendiamo minimizzare gli incentivi sbagliati tra gli Stati membri e nei confronti dei richiedenti protezione e vogliamo garantire che il sistema funzioni a livello pratico. I diritti dei richiedenti e degli aventi diritto alla protezione devono essere garantiti ed è necessario prendere velocemente decisioni su chi necessiti effettivamente di tutela in uno degli Stati membri. Inoltre vogliamo introdurre delle procedure obbligatorie alle frontiere esterne dell’UE, per categorizzare velocemente le richieste di asilo nel quadro di una procedura preliminare, per verificarle e negare l’accesso nell’UE, qualora palesemente non sussista necessità di protezione. Al contempo, vogliamo rafforzare e potenziare le capacità di reinsediamento dell’Unione Europea.

Un sistema di asilo europeo funzionante e a prova di crisi richiede anche un meccanismo efficace per l’effettivo rientro volontario e la reintegrazione a lungo termine delle persone alle quali non può essere riconosciuto il diritto di protezione  nell’Unione  Europea.  Inoltre  intendiamo elaborare e attuare degli standard comuni per la cooperazione per i rimpatri e una procedura efficace per il rimpatrio effettivo e rispettoso dei diritti umani dei soggetti per i quali è stato emesso ordine di espulsione. A tal riguardo intendiamo portare avanti soprattutto le trattative su una nuova versione della Direttiva sui rimpatri. In questo contesto, i rientri volontari devono avere la priorità.

La pandemia del Covid-19 colpisce i rifugiati e i migranti in modo particolare in quanto soggetti vulnerabili. Ciò rende ancor più urgente potenziare la nostra cooperazione  basata sul partenariato con i Paesi di origine, di accoglienza e di transito. Perseguiamo un approccio a tutto campo per ridurre le cause della fuga e della migrazione irregolare e per la stabilizzazione delle regioni di origine, di transito e di accoglienza. Vogliamo ampliare le nostre capacità di analisi della situazione della migrazione europea per elaborare sistemi di allerta precoce efficaci. L’obiettivo della nostra  collaborazione basata sul partenariato è garantire in tutto il mondo la protezione dei rifugiati mediante una ripartizione internazionale più equa delle responsabilità e rendere possibili soluzioni di lungo termine per i rifugiati e i rimpatriati. Inoltre puntiamo a un miglior collegamento tra la politica per i profughi e la migrazione e altri settori della politica (approccio coerente).

Per contrastare la migrazione irregolare e lottare con efficacia contro il traffico di esseri umani, abbiamo bisogno  anche di  una  valida  protezione delle frontiere esterne. A tal fine è estremamente importante rendere velocemente operativo il nuovo mandato di Frontex.

Il sistema Schengen è un pilastro imprescindibile della cooperazione e integrazione europea. Questo sistema senza controlli alle frontiere interne può funzionare solo se sono garantite la sicurezza delle nostre cittadine e dei nostri cittadini e la gestione ordinata dell’immigrazione. Ci impegniamo, pertanto, per migliorare ulteriormente la collaborazione tra le autorità degli Stati membri responsabili per la sicurezza, la gestione delle frontiere e la migrazione e per sviluppare ulteriori misure intelligenti, anche oltre il superamento della pandemia del Covid-19. L’Europa ha bisogno di migliori possibilità di migrazione legale. Per sopperire alla carenza di lavoratori qualificati è necessario utilizzare meglio le vie di migrazione legale per lavoratori provenienti da Paesi terzi o aprirne di nuove, anche con approcci partenariali.

VI Un’Unione Europea in grado di agire per un ordine internazionale basato su regole e sul partenariato

Durante il suo semestre di presidenza la Germania, con il supporto dell’Alto Rappresentante, sarà al servizio di un’azione europea esterna unita, responsabile e forte. L’Unione Europea  è una cornice  centrale e un’ancora imprescindibile per la nostra politica estera, di sicurezza  e di sviluppo. Durante la nostra presidenza ci assumiamo una particolare responsabilità per un’azione esterna europea efficace. Siamo convinti che noi europei possiamo affrontare con successo le sfide internazionali solo se perseguiamo i nostri interessi cooperando e se difendiamo i nostri valori.

Anche nel settore dell’azione esterna dell’UE, assumeranno un ruolo cruciale il contrasto alla pandemia del Covid-19, il superamento  efficace delle sue conseguenze e la prevenzione di crisi future. Riusciremo a raggiungere questi obiettivi solo con un’intesa  internazionale. Pertanto, nel quadro  dell’approccio  “Team  Europe”,  lavoreremo  per un impegno  comune delle  istituzioni dell’UE e degli Stati membri, per un rafforzamento delle istituzioni multilaterali, per la collaborazione produttiva con i partner internazionali e gli attori chiave e per l’approntamento globale delle risorse necessarie. Vogliamo sottoporre a verifica l’efficacia della prevenzione delle crisi esterne  e della gestione  delle crisi delle istituzioni dell’UE e degli Stati membri e avviare misure per un loro potenziamento.

Abbiamo una particolare responsabilità nei confronti dei Paesi dei Balcani occidentali, dei nostri vicini meridionali e orientali e del continente africano a noi vicino. Solamente se l’UE dimostra qui, in modo efficace e visibile, di essere in grado di agire e dà prova del proprio valore aggiunto, anche nel superamento della pandemia del Covid-19 e nel generale rafforzamento di sistemi resilienti per la prevenzione delle crisi, potrà presentarsi come attore credibile anche sulla scena globale.

Le nostre priorità geostrategiche

L’UE ha  una  grande  responsabilità nel  plasmare   l’ordine globale  verso una migliore coordinazione e cooperazione internazionale e una maggiore sostenibilità e solidarietà.

Insieme  all’Alto Rappresentante, intendiamo dar forma ad una cooperazione vasta e attiva tra l’UE e gli USA, caratterizzata da un ampio dibattito politico e da un’agenda  commerciale transatlantica  positiva.  Gli USA sono  il nostro partner più stretto  nella  politica  estera  e di sicurezza al di fuori dell’UE.

Siamo guidati dall’ambizione di instaurare tra l’UE e il Regno Unito un partenariato ambizioso, vasto  e  all’altezza  della  profondità e  dell’ampiezza  delle  nostre   relazioni.  Daremo  il  nostro contributo affinché i negoziati tra l’Unione Europea e il Regno Unito si concludano con successo, sulla  base della  dichiarazione  politica  concordata assieme  e del  mandato negoziale  per la Commissione.  In  tutto  ciò  è ovvio che il nostro partenariato  futuro  dovrà poggiare  su un rapporto bilanciato di diritti e doveri e su eque condizioni di concorrenza. A tal fine è necessario compiere progressi negoziali paralleli in tutti i settori. Al contempo resta fondamentale attuare in pieno l’accordo di recesso.

Le politiche per la Cina di tutte  le  istituzioni  dell’UE  e  degli  Stati  membri devono essere compatte e bilanciate e orientarsi  agli interessi  e ai valori comuni di lungo  termine dell’UE.

Insieme al Servizio Europeo per l’Azione Esterna e alla Commissione intendiamo ampliare la cooperazione con la Cina e impegnarci  per una maggiore  reciprocità in tutti i settori  della politica. Puntiamo a progressi concreti nei negoziati per un accordo bilaterale d’investimenti e in materia di clima, biodiversità, salute globale e cooperazione in Africa, nonché a soluzioni comuni dei  problemi  nel contesto  della  pandemia del Covid-19. Puntiamo  ad organizzare il prima possibile un incontro tra i vertici dell’UE e della Cina.

Durante il vertice UE-UA, intendiamo approvare un’Agenda Africa-Europa e approfondire con l’Africa il partenariato politico della cooperazione tramite iniziative concrete comuni. I campi di azione comune più importanti sono, a nostro vedere, la pace e la sicurezza, la buona governance, la cooperazione economica per lo sviluppo sostenibile e l’occupazione, il cambiamento climatico e la  svolta  energetica,  la  biodiversità,  le  questioni  sanitarie  e migratorie.  Anche il sostegno comune  all’area   di   libero   scambio   africana   (AfCFTA) rappresenta   un  tema  importante. Sosteniamo una conclusione di successo dei negoziati per un Accordo post Cotonou in merito ad un’ampia cooperazione con gli stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico.

Risolvere i conflitti e promuovere la pace

Insieme  al Servizio Europeo  per l’Azione Esterna  e alla Commissione Europea, dobbiamo intensificare  il nostro  impegno  per il superamento  dei  grandi  conflitti  internazionali: nella risoluzione del conflitto in Libia, nell’affrontare le conseguenze della crisi siriana  e nella soluzione  della questione nucleare  con l’Iran, nel Sahel e nell’Ucraina orientale. Inoltre la presidenza tedesca del Consiglio si prodigherà con vigore per il mantenimento della soluzione dei  due Stati come prospettiva di pace per il conflitto mediorientale.  Anche in merito alla conferenza internazionale dei donatori per l’Afghanistan di novembre, la Germania si impegnerà affinché l’UE continui a sostenere l’Afghanistan nel suo percorso  di pace, stabilità  e crescita, di pari passo con ulteriori sforzi per attuare le riforme e con i progressi nel processo di pace.

Altri progetti centrali

Ci impegniamo per dare una prospettiva di adesione credibile ai Paesi dei Balcani occidentali. È sia nell’interesse  di questi  Paesi  che nell’interesse  strategico  dell’UE  che  i Balcani  occidentali continuino ad accostarsi all’Unione Europea. Pertanto accompagniamo attivamente i negoziati di adesione già in corso con la Serbia e il Montenegro e, con l’elaborazione del quadro  negoziale, prepariamo l’avvio  dei negoziati  di adesione  con  l’Albania  e la Macedonia  del Nord, tenendo conto del nuovo metodo di adesione.

La Germania sostiene l’Alto Rappresentante che si impegna  attivamente a strutturare le relazioni tra UE e Russia, sulla base dei cinque principi dell’UE e dello stato di attuazione riscontrato.

Di questa equilibrata politica orientale dell’Europa fanno parte anche l’efficace implementazione dei risultati del vertice sul partenariato orientale e l’ulteriore attuazione della strategia per l’Asia centrale.

Vogliamo contribuire a elevare le relazioni EU-ASEAN ad un partenariato strategico. Inoltre intendiamo portare avanti attivamente la strategia per la connettività tra UE e Asia e svilupparla ulteriormente come quadro per un’interconnessione sostenibile, intelligente e trasparente dell’energia, dei trasporti e della digitalizzazione.

La Germania si impegnerà per potenziare le relazioni dell’UE con l’America Latina e i Caraibi, anche per intensificare le relazioni economiche e la cooperazione scientifica.

Gli strumenti per un’UE forte nel mondo

La caratteristica fondamentale dell’Europa è la stretta integrazione di  tutte le politiche a disposizione, degli strumenti sia civili che militari per la prevenzione delle crisi, la stabilizzazione, la risoluzione dei conflitti e la ricostruzione, fino alla promozione a lungo termine della pace e dello sviluppo sostenibile. Vogliamo dedicarci con particolare attenzione alla riuscita dell’attuazione dell’approccio integrato da parte di tutti gli attori rilevanti per il potenziamento a lungo  termine  delle  capacità di  reazione  alle  crisi  dell’UE  nell’azione  esterna.  A  tal  fine lavoreremo anche all’elaborazione di orientamenti politici per la prevenzione delle crisi, la risoluzione dei conflitti e la promozione della pace.

Infine intendiamo impegnarci sulla base della cosiddetta “Humanitarian Call for Action” perché l’UE dia un forte contributo alla tutela dello spazio umanitario e al rispetto  del diritto internazionale umanitario e dei principi umanitari.

Una politica estera e di sicurezza europea efficace riuscirà solamente se tutti gli Stati membri si sentiranno ancor di più corresponsabili per un’Europa forte nel mondo. Troppo spesso i singoli Stati  bloccano l’ampio  consenso  tra la  stragrande  maggioranza  degli  Stati  membri.  Questo indebolisce  la  nostra Unione.  Pertanto promuoveremo la  disponibilità  alla  cooperazione,  al compromesso e alla conciliazione degli interessi e anche durante il nostro semestre di presidenza proseguiremo con i nostri sforzi per potenziare l’efficacia e l’efficienza della PESC a supporto dell’Alto  Rappresentante.  Inoltre   ci  impegniamo  per  ampliare   le  capacità  dell’UE nell’imposizione e implementazione di sanzioni.

Un ruolo  leader  dell’UE  nel  rafforzamento del sistema commerciale internazionale  aperto e basato su regole è imprescindibile per superare le conseguenze sanitarie ed economiche della pandemia del Covid-19. Pertanto vogliamo  lanciare  un’agenda  di  modernizzazione per l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) e contribuire a far progredire o avviare accordi bilaterali, regionali e plurilaterali che siano ambiziosi, per esempio nel settore del commercio digitale. La conclusione di accordi per il  libero commercio e per la  protezione degli investimenti rappresenta  un contributo  essenziale  alla  diversificazione  e alla  garanzia  delle catene di approvvigionamento nonché alla necessaria dinamica della crescita. Puntiamo a fare progressi rapidi nella finalizzazione  dell’accordo con Mercosur  e dell’accordo modernizzato con il Messico. Intendiamo sostenere la Commissione Europea affinché sia prossima una conclusione dei negoziati  con la Nuova Zelanda e l’Australia e si realizzino progressi nei colloqui con il Cile, l’Indonesia e la Tunisia. Nelle relazioni commerciali con la Cina vogliamo contribuire a istaurare una maggiore equità in termini di concorrenza. Inoltre  puntiamo sull’apertura di nuovi mercati di approvvigionamento in Paesi terzi. Vogliamo anche migliorare le regole per la protezione internazionale degli investimenti e portare avanti gli sforzi per un tribunale degli investimenti multilaterale. Intendiamo continuare ad integrare gli obiettivi dello sviluppo sostenibile nella politica commerciale e utilizzare così il commercio come strumento efficace per la sua promozione  mondiale.  Per promuovere questa  agenda bilaterale,  plurilaterale  e multilaterale modernizzeremo i nostri strumenti di politica economica estera e al contempo continueremo a rivederli, anche per permettere alle nostre imprese di competere  a livello internazionale, a parità di condizioni, con imprese di Paesi terzi.

Anche nel settore della cooperazione allo sviluppo è necessario un approccio europeo più forte e condiviso rispetto a quanto avvenuto finora. La Germania è, quindi, a favore di un ampio utilizzo della programmazione e attuazione congiunte (Joint Programming). Inoltre, nel settore della cooperazione allo sviluppo, l’Europa deve  essere in grado di reagire in modo più veloce, innovativo e flessibile  rispetto  ad ora. Lavoriamo,  pertanto,  allo  sviluppo  di  un’architettura europea per il finanziamento  dello  sviluppo,  che sia  coerente ed equipaggiata  per il futuro. Nell’ambito della cooperazione allo sviluppo europea  vogliamo anche accelerare, insieme ai Paesi partner, l’attuazione dell’agenda 2030.

La tecnologia è sempre più determinante anche nella competizione per l’influenza internazionale e diviene pertanto un fattore decisivo nelle relazioni internazionali. Pertanto desideriamo avviare la costituzione di una diplomazia digitale europea con la creazione di una Digital Diplomacy Network tra i ministeri degli esteri degli Stati membri sotto  l’egida del SEAE. Anche nel quadro della  cooperazione  allo  sviluppo  europea intendiamo sfruttare  maggiormente  le  opportunità della digitalizzazione, ad esempio promuovendo le competenze digitali e i mercati data-driven in Africa.

La Germania si impegna, insieme  all’Alto Rappresentante, per l’ulteriore sviluppo della politica di sicurezza e difesa comune  (PSDC) e per il rafforzamento a tutto campo della sua resilienza e capacità di agire nel settore civile e militare. A tal fine vogliamo continuare a promuovere la coerenza  di tutte  le iniziative di difesa dell’UE, creare le strutture di reazione necessarie, attuare interamente il patto per l’ulteriore sviluppo della PSDC civile e rafforzare  le strutture di gestione e pianificazione civile e militare di Bruxelles per le operazioni esecutive della PSDC. La Germania realizzerà a Berlino un centro di competenze europeo per la gestione civile delle crisi, che dovrà sviluppare standard concettuali e raccomandazioni per le operazioni civili durante le crisi. Vogliamo realizzare, in modo mirato, il generale consolidamento dei partner nel quadro dello strumento europeo per la pace mediante un approccio politico strategico. Insieme al Servizio Europeo per l’Azione Esterna porteremo avanti l’evoluzione della cosiddetta bussola strategica. Con questo documento di base di politica di sicurezza e nel quadro della Strategia Globale per la Politica Estera e di Sicurezza dell’UE del 2016, partendo da un’analisi comune delle minacce, si dovrebbero concretizzare  ulteriormente  gli  obiettivi   strategici   dell’UE  per   il  settore   della sicurezza e della difesa e l’azione dell’UE dovrebbe  pertanto divenire  più veloce, efficace e pianificabile. Ciò dovrebbe comprendere anche la capacità di reazione di fronte alle pandemie.

Con un miglioramento dei processi vogliamo rendere possibile uno sviluppo delle capacità dei Paesi membri dell’UE che sia coordinato, coerente e mirato. Infine ci impegniamo per rafforzare le competenze digitali e le capacità di difesa cibernetica delle forze armate degli Stati membri.

Vogliamo promuovere la collaborazione tra l’UE e la NATO mediante il dialogo, la trasparenza e una concertazione più regolare. Nel quadro della pandemia del Covid-19 ciò dovrebbe comprendere anche il supporto militare alle strutture civili e i contributi alla creazione di resilienza nonché alla protezione civile e dalle catastrofi. Considerando le nuove tecnologie e i nuovi attori, il mantenimento e l’ulteriore sviluppo dell’esistente architettura di controllo degli armamenti è al centro dell’interesse della politica di sicurezza europea. Supportiamo un dialogo intraeuropeo a lungo termine con l’obiettivo di dare all’Europa una voce in questo processo