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L’evoluzione della politica estera dell’Unione europea di questi ultimi quindici anni mette in luce due caratteristiche. La prima è una chiara vocazione di stabilizzatore regionale e nelle zone che circondano l’Unione: è in questa area che l’UE esercita e proietta la sua “potenza” politica ed economica. La seconda è la ricerca di alcune competenze di natura settoriale che abbiano però anche una capacità di proiezione e di rilevanza globale. I progressi degli ultimi anni nel campo della gestione civile e militare delle crisi costituiscono un chiaro esempio di questo percorso, visibile anche nelle politiche ambientali globali oppure nella promozione della cooperazione regionale. Attraverso questo approccio, l’UE ha sviluppato anche specifiche politiche settoriali che si influenzano reciprocamente con quelle di stabilizzazione regionale. Le grandi scelte strategiche europee sono quindi determinate anche da dinamiche specifiche. Oltre ad una domanda esterna di coinvolgimento europeo nella risoluzione di talune problematiche, soprattutto alla luce del progressivo disimpegno statunitense in alcune aree geograficamente prossime all’Unione, la gestione dei fenomeni transnazionali ha portato allo sviluppo di politiche al tempo stesso regionali e ‘olistiche’, nonché specializzate e di settore. Se l’efficacia e la coerenza rappresentano due parametri fondamentali nella valutazione della politica estera europea (e il Trattato costituzionale mirava proprio ad affrontare questi due deficit), è sul rapporto tra politiche regionali e politiche settoriali che si può misurare la politica estera europea. È quindi necessario approfondire la conoscenza empirica attraverso gli studi di caso - settoriali, per paese o area geografica – e ricollegare i risultati empirici al contesto politico di riferimento. Tra l’allargamento del 2004 e il rifiuto francese e olandese del Trattato costituzionale, infatti, l’Unione ha lasciato irrisolti alcuni nodi fondamentali per la politica estera europea. Il primo nodo ruota intorno al rapporto tra la politica di allargamento e le politiche regionali, in particolare quella di prossimità, e la domanda fondamentale riguarda il modo in cui le ambiguità rispetto ai percorsi di allargamento attuali e futuri influiranno sulla sua credibilità ed efficacia. In secondo luogo, malgrado la proiezione europea su scala macro-regionale sia il settore in cui l’UE si è maggiormente cimentata e su cui investe buona parte delle sue risorse, si tratta anche di un’area di discordia tra gli stati membri e di potenziali scontri con altre potenze (soprattutto la Russia e gli Stati Uniti). In questo ultimo decennio, l’attività di ricerca del CeSPI si è concentrata soprattutto nel campo delle politiche di stabilizzazione dell’Europa e delle aree ad essa circostanti. Lo ha fatto avvalendosi di approcci che analizzassero sia l’evoluzione della politica estera dell’UE in chiave istituzionale e politica (la politica estera e di sicurezza, le relazioni esterne della Commissione europea, il ruolo degli stati membri e soprattutto dell’Italia) e delle politiche che questa ha sviluppato (l’allargamento, le politiche di stabilizzazione dei Balcani, il Partenariato euro-mediterraneo, i rapporti con l’Est Europa), sia attraverso gli studi regionali (soprattutto sui Balcani), sia infine attraverso l’analisi di tematiche specifiche, come la gestione delle frontiere, la promozione della democrazia, della legalità, del decentramento amministrativo, della cooperazione transfrontaliera. Il CeSPI intende proseguire questo suo approccio, rafforzando ulteriormente la dimensione della ricerca empirica di casi studio di settore e mettendo in luce le opzioni politico-strategiche per l’Europa.
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SEENET: UNA RETE TRANSLOCALE PER LA COOPERAZIONE TRA ITALIA ED EUROPA SUDORIENTALE Obiettivo: Favorire il dialogo tra stati, enti e comunità locali del sud est europeo per un efficace sviluppo locale dei territori coinvolti nel progetto, nel quadro del processo di adesione all’UE e in un’ottica di partenariato con il sistema italiano di cooperazione decentrata | ||
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RAPPORTO FONDAZIONE GRAMSCI-CESPI SULL'INTEGRAZIONE EUROPEA. IL PROCESSO DI INTEGRAZIONE DELL'UNIONE E LA TRANSIZIONE POST-SOCIALISTA
Obiettivo: Come ogni anno, il volume fa il punto sull’evoluzione del processo di integrazione europea in alcuni settori: Istituzioni, Economia/allargamento, Spazio di libertà, sicurezza e giustizia, e PESC/PESD. Il capitolo monografico è dedicato ad un bilancio del processo di transizione in Europa orientale | ||
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MEDGOVERNANCE – New Regional Governance of the Euromed Area
Obiettivo: Il progetto, ideato dal CeSPI e dai centri di ricerca e regioni che fanno parte del RIM – Rete degli Istituti del Mediterraneo, si propone di contribuire alla creazione di una governance interregionale rinnovata nel Mediterraneo. Il CeSPI parteciperà a tutte le attività del progetto ed in particolare sarà responsabile della definizione di una metodologia di benchmarking per la valutazione delle strutture di governance. Avrà, inoltre, la responsabilità di coordinare la realizzazione di paper tematici da parte degli altri partner e di preparare un policy paper finale. | ||
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DIALOGO EURO-LATINOAMERICANO SULLA COESIONE SOCIALE
Obiettivo: aggiornare e discutere sull’evoluzione del concetto di coesione sociale e territoriale in Europa, favorire un approccio integrato tra ambiti tradizionalmente separati dell’amministrazione pubblica, un interscambio tra espressioni del settore pubblico e del settore privato e assicurare un dialogo permanente tra prospettive europee e latinoamericane sul tema, tramite la collaborazione e il confronto di idee con il Comité Conjunto di EUROsociAL | ||
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ISLAMISMO MODERATO E CAMBIAMENTO POLITICO NEL MONDO ARABO: QUALE POLITICA PER L’EUROPA? (2007-08)
Obiettivo: esaminare il ruolo dei gruppi islamici moderati nella politica di alcuni paesi della sponda sud del Mediterraneo e il ruolo che le politiche europee (di sostegno alla riforma politica, al welfare, e nel campo socio-culturale) possono giocare. | ||