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Manifesto Migrazione e Sviluppo

Capacity building per associazioni di immigrati. Il percorso di ricerca e formazione del Progetto “Migranti per lo Sviluppo"
di Sebastiano Ceschi
e Giulio Giangaspero

La valorizzazione delle rimesse nel co-sviluppo
a cura di Anna Ferro

Sintesi del Rapporto: Capacity building per associazioni di immigrati. Il percorso di ricerca e formazione del Progetto “Migranti per lo Sviluppo"

 

 

il progetto MIGRANTI PER LO SVILUPPO è

promosso da

 

Il Laboratorio Migrazioni e Sviluppo è uno spazio organizzato di incontro, approfondimento, progettazione ed elaborazione di proposte operative, culturali e politiche sui temi e sulle relazioni tra migrazioni e sviluppo. E’ promosso da ACLI, ARCI, ARCS, CeSPI, Consorzio ETIMOS, IPSIA, UCODEP e WWF. E’ aperto a collaborazioni e scambi con realtà istituzionali, associative e di rappresentanza delle comunità migranti attive a livello nazionale ed internazionale.

con il sostegno di


 
Il Progetto, realizzato tra gennaio 2009 e marzo 2010, si è proposto di migliorare le capacità di partecipazione delle associazioni dei migranti alle attività di cooperazione internazionale verso i paesi d'origine. Specificamente, si è operato per favorire l'acquisizione di competenze, aumentare le capacità progettuali e consolidare il capitale sociale delle associazioni di migranti. A questo scopo sono stati realizzati specifici percorsi di formazione in sette regioni italiane, attivando contestualmente un dialogo con i soggetti pubblici e privati operanti nei territori interessati dal Progetto. Le regioni coinvolte sono state: Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia, Toscana e Veneto.

Un secondo asse strategico del Progetto riguardava il miglioramento della trasparenza e della circolazione delle informazioni sul tema delle rimesse, in particolare rispetto ai costi e alle modalità d’invio del denaro, per contribuire ad una riduzione di tali costi ed ad aumentare le risorse a disposizione dei migranti e delle loro famiglie, ai fini dello sviluppo dei paesi di provenienza.

Attraverso il Progetto ‘Migranti per lo sviluppo’ si è realizzato il sito web mandasoldiacasa.it, il primo sito italiano per la comparazione dei costi delle rimesse e la circolazione delle informazioni relative al mercato delle rimesse. Attraverso le diverse attività, si è cercato di rinforzare il circolo virtuoso tra cooperazione allo sviluppo verso i paesi di origine e integrazione dei migranti in Italia: ad una più spiccata integrazione nel paese di destinazione corrisponde, infatti, una maggiore possibilità di sviluppare attività transnazionali di co-sviluppo nei paesi d'origine; al tempo stesso, sono gli stessi percorsi di inserimento nella società italiana che possono beneficiare dell’impegno in attività di cooperazione da parte, che qualificano i migranti agli occhi della nostra società e ne disgelano il protagonismo solidale e responsabile quali cittadini transnazionali.

Il rapporto Capacity building per associazioni di immigrati. Il percorso di ricerca e formazione del Progetto “Migranti per lo Sviluppo
” contiene:
• le principali indicazioni emerse dalla ricerca e la mappatura dell’associazionismo migrante realizzata nelle sette regioni coinvolte;
• una sistematizzazione del percorso formativo, che si conclude con la presentazione del modulo formativo utilizzato nel ciclo di incontri per il rafforzamento e la capacitazione delle associazioni migranti;
• un’analisi di tipo valutativo rispetto alle attività realizzate e, segnatamente, dell’esperienza formativa intrapresa con le associazioni;
• una riflessione di valore più generale sul capacity building associativo e la dimensione del co-sviluppo.

Per un’analisi delle azioni del Progetto ‘Migranti per lo sviluppo’ sul tema delle rimesse si rimanda al policy paper La valorizzazione delle rimesse nel co-sviluppo, a cura di Anna Ferro.

Coloro che siano interessati a riproporre un percorso di rafforzamento e capacitazione delle associazioni immigrate che intendano promuovere e realizzare iniziative di co-sviluppo, sono invitati a contattare il CeSPI.