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Assi di attività
Ricerca-azione sulle politiche di alcuni stati africani verso la diaspora

Indagine sulle percezioni e gli atteggiamenti delle élites africane in Italia in merito allo sviluppo dell'Africa

 

Asse di ricerca
Mobilità umana, transnazionalismo e co-sviluppo

Diaspore per lo sviluppo africano
Opportunità e ostacoli per la messa a punto di una strategia integrata


Le due ricerche condotte congiuntamente da CeSPI e SID (Society for International Development) - la prima concernente le politiche degli Stati africani verso i propri cittadini espatriati, la seconda incentrata sugli atteggiamenti dell’élite della diaspora africana in Italia rispetto allo sviluppo del Continente e al proprio possibile ruolo in esso – hanno permesso di avviare una prima analisi e una riflessione intorno alla relazione stato/diaspora.

Tale relazione, se appare in genere piuttosto delicata e decisamente diversificata secondo i paesi coinvolti, si rivela al contempo centrale e strategica per tutti o quasi i paesi africani. Attraverso l’analisi distinta dei due poli del rapporto tra Stato e diaspore, le nostre indagini hanno evidenziato un generale problema di riconoscimento reciproco tra questi due soggetti: da una parte lo stato, i governi, le istituzioni e i politici africani vengono considerati dalle loro diaspore con diffidenza, a volte sfiducia, o al massimo con cauto attendismo; dall’altra, agli occhi degli organismi statali, la diaspora costituisce un soggetto sicuramente interessante e promettente ma spesso percepito come imprevedibile e pretenzioso, privo di reale legittimità e potenzialmente minaccioso rispetto allo status quo politico-economico del paese.

In sostanza, in entrambi i casi ci troviamo davanti a sentimenti ambivalenti e fortemente contrastati, che costituiscono senza dubbio un forte freno alle potenzialità di sviluppo dei paesi africani. Tuttavia, appare sempre più chiaro come il continente africano abbia assoluto bisogno di migliorare e rafforzare la relazione tra questi due fondamentali attori, attraverso il reciproco riconoscimento, come si diceva, e la progressiva legittimazione di forme di collaborazione negoziate, trasparenti e simmetriche. Da questo punto di vista, rispetto anche al recente passato, bisogna registrare le prime significative trasformazioni: le nostre indagini mostrano che un incipiente processo di avvicinamento tra diaspore e stati di provenienza è sicuramente in atto: per un verso cominciano a nascere diverse istituzioni statali espressamente rivolte al rapporto con la diaspora (ministeri, dipartimenti, agenzie) e si avviano iniziative di carattere politico, giuridico, fiscale e economico verso i propri gruppi di espatriati; dall’altra, da parte delle diaspore, si affermano percorsi di ricerca, di maggiore contatto e prossimità con le istituzioni dei propri paesi e con la stessa Unione Africana, finalizzati ad ampliare i termini del proprio coinvolgimento e della propria partecipazione nei contesti di provenienza.

Questo embrionale avvicinamento tra stati di provenienza e diaspore risulta strettamente connesso con la presenza e l’azione di un terzo fondamentale attore: gli stati di destinazione. La responsabilità dei paesi di approdo nel sostenere un’integrazione compatibile con il mantenimento dei legami transnazionali, favorire il riconoscimento reciproco, il dialogo e la collaborazione tra diaspore e paesi africani appare grande e imprescindibile. Da una parte, è importante essere consapevoli di come certe politiche di controllo dei flussi migratori, impostate sulla esternalizzazione dei compiti di contrasto delle partenze e dettate unicamente dagli interessi dei paesi del Nord, danneggino fortemente le relazioni tra la diaspora e i propri stati di provenienza, mettendoli l’uno contro l’altro o comunque generando dolorose incomprensioni. Dall’altra, appare assolutamente necessario sostenere, attraverso politiche attive animate da una visione integrata e lungimirante delle questioni in essere, processi di rafforzamento e promozione della diaspora e di sostegno alle istituzioni africane e ai governi sensibili al tema. Si tratta cioè di aiutare l’institution building da parte dei paesi africani, per rafforzare le loro capacità di conoscere le comunità espatriate, al fine di dialogare e cooperare con esse.

Al contempo, appare assolutamente strategico agire anche sul versante della diaspora, incoraggiando processi di capacity building tra le diverse organizzazioni e articolazioni della presenza africana in Italia in grado di sostenere un percorso di progressiva strutturazione organizzativa, tecnica e politica della diaspora africana. Solo una diaspora organizzata, riconosciuta e legittimata a partire dalla società di destinazione potrà, di riflesso, guadagnare un corrispondente riconoscimento di valore e legittimità anche nei contesti di provenienza. Importante a questo proposito è il ruolo che può svolgere la società civile e la cooperazione decentrata, in considerazione della maggiore efficacia della sussidiarietà verticale ed orizzontale ai fini del riconoscimento e valorizzazione della cittadinanza locale e trans-locale. In parallelo al processo di istituzionalizzazione della diaspora africana in Italia, andrebbero incentivati i contatti tra le diaspore e le stesse società civili africane, vale a dire tutti quei diversi attori locali o non statali che costituiscono un’altra risorsa fondamentale per lo sviluppo dell’Africa e la cui stretta collaborazione con le associazioni di migranti può aprire un campo di innovazione e trasformazione molto significativo nel continente africano.

Questa duplice azione – rafforzamento delle capacità istituzionali degli stati di origine ai fini di una politica di valorizzazione delle comunità espatriate ed empowerment delle diaspore africane – dovrebbe rappresentare, secondo noi, un ambito privilegiato ai fini del rilancio e del rinnovamento della politica di cooperazione italiana ed europea verso l’Africa.

 


 

 

 

 

 

DOCUMENTI

Stati africani e migrazioni, la sfida dell'institution building
Ricerca-azione sulle politiche di alcuni Stati africani verso la diaspora

di Lorenzo Coslovi, Angela Zarro
coordinamento di Ferruccio Pastore


Le diaspore africane tra due continenti
Indagine sulle percezioni e gli atteggiamenti delle élites africane in Italia in merito allo sviluppo dell'Africa

di Sebastiano Ceschi, Anna Ferro, Petra Mezzetti, Flaminia Vola
coordinamento di Andrea Stocchiero

 

 

 

 

 

 

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